Il Gran Premio di Monaco 2026 non è ancora finito. Come un fulmine a ciel sereno pochi minuti fa la McLaren Racing ha confermato di aver presentato formalmente ricorso alla Corte d’Appello Internazionale della FIA in merito alle decisioni relative al Gran Premio corso nel Principato nelle scorse settimane 2026.
I documenti incriminati sarebbero il numero 99 dei Commissari di Gara; il numero 100 relativo alla classifica finale di gara rivista; e il numero 101 relativo ai punti di campionato rivisti.
Nella nota ufficiale diramata dal team si legge: "Pur rispettando pienamente i procedimenti giudiziari della FIA e il ruolo dei Commissari di Gara, riteniamo che questo caso sollevi importanti questioni relative all’equità sportiva, alla coerenza normativa e all’integrità della competizione".
"Durante tutto il weekend del Gran Premio di Monaco, e in ogni evento, tutte le squadre hanno operato in conformità con i regolamenti e le prassi standard stabilite per quanto riguarda il limite di velocità nella corsia dei box, così come applicati in quel momento. I concorrenti hanno adeguato le loro procedure di conseguenza e, ove richiesto, hanno accettato e scontato le penalità imposte in base a tali regolamenti".
"A nostro avviso, la successiva revoca delle sanzioni crea una situazione in cui alcuni concorrenti risultano svantaggiati per aver agito in conformità con le regole e le decisioni dei Commissari. Un simile esito rischia di creare iniquità sportiva e di minare la fiducia nell’applicazione coerente del Regolamento Sportivo della FIA", continua il comunicato del team britannico.
"La nostra decisione di presentare ricorso non è diretta contro alcun concorrente. Riflette piuttosto la nostra convinzione che il Campionato tragga beneficio da regolamenti applicati in modo coerente, trasparente ed equo a tutti i partecipanti".
In conclusione si legge: "La McLaren rimane impegnata a collaborare in modo costruttivo con la FIA, la Formula Uno e gli altri concorrenti per proteggere l’integrità di questo sport e mantenere la fiducia nel suo quadro normativo".
