Il tema dei costi proibitivi per accedere al motorsport tiene banco da anni, ma negli ultimi mesi ha assunto le proporzioni di un problema a cui tanti cercano di dare una soluzione.
Parlando di piloti "fortunati" spesso si fa riferimento a Lance Stroll e durante le consuete interviste del giovedì non sono mancate alcune domande provocatorie rivolte proprio a lui che di fatto corre nella scuderia "di famiglia". Lance ha risposto con estrema sincerità e senza ipocrisia:
“Non so se oggi sia più costoso di una volta. Il motorsport è sempre stato probabilmente lo sport più costoso al mondo, dal karting fino alle formule minori. Se non hai uno sponsor o una famiglia che ti sostiene, è praticamente impossibile gareggiare.”
Il canadese ha ricordato la propria esperienza personale. “Nel karting si spendono centinaia di migliaia di euro già a dieci o undici anni. Io sono stato fortunato ad avere la mia famiglia che mi ha sostenuto. Ma ricordo tanti altri ragazzi che, senza un aiuto economico, non avevano alcuna possibilità di continuare.”
Lance non ha quindi nascosto la sua condizione di privilegiato e in fondo non lo ha mai fatto, e di questo bisogna dargli merito. Meno encomiabile la risposta fornita quando gli è stato chiesto se avesse una soluzione: “Sarebbe bello trovare un modo per dare a più ragazzi la possibilità di correre, ma non ho la risposta.”