Gp Bahrain - Gara - Podio
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Una gara da togliere il fiato. No, non ci riferiamo chiaramente alla cavalcata solitaria e senza ostacoli di Sebastian Vettel lì davanti a tutti ma parliamo dei corpo a corpo, delle lotte col coltello fra i denti, delle botte (in senso neanche tanto metaforico) che in tanti si sono rifilati dall’inizio alla fine del gran premio.
Il tedesco della Red Bull ha conquistato la sua vittoria numero 28, con il contributo della sorte che gli ha allontanato quasi da subito la Ferrari di Alonso, unica reale minaccia per la vittoria della gara. Enzo Ferrari sosteneva sempre che non si può parlare di sfortuna nelle corse, perché se qualcosa va male è da imputare a qualcosa di sbagliato, a un errore, a una mancanza. Oggi, però, la Ferrari è stata di nuovo bersagliata da una serie di coincidenze sfavorevoli che hanno pregiudicato il lavoro della domenica, quando si poteva concretizzare la superiorità intravista nelle libere ed emersa lievemente nella sessione del sabato, quando Fernando ha segnato il crono più veloce. Poi, in qualifica, le solite piccole falle che da tempo impediscono alla Ferrari di dominare in Q3.
Partendo però dalla seconda fila Alonso poteva ben sperare, sapendo di avere davanti la Mercedes di Rosberg (non irresistibile in gara anche se veloce in qualifica) e la Red Bull di Vettel (che non ha il passo gara della F138).


Partenza da urlo, con i primi tre che si sono dati vera battaglia, fin quando Rosberg è un po’ prevedibilmente crollato (per la vettura, viste le doti del tedesco) con i sorpassi subiti da Vettel e Alonso (nonostante poi una piccola rivincita sullo spagnolo subito dopo), il campione in carica ha preso il comando e il ferrarista si è trovato nei guai con l’ala del DRS (il sistema di agevolazione dei sorpassi che si attiva a distanza ravvicinata con il pilota davanti riducendo la resistenza all’avanzamento). Da lì in poi la gara di Fernando si è trasformata da un inseguimento per la vittoria a una rimonta disperata per limitare i danni: ben due le soste ai box per rimettere giù quell’appendice alare che restava aperta.
Dopo la prima sosta Alonso ha provato a riutilizzare il DRS ritrovandosi con lo stesso problema: da lì il secondo ingresso supplementare ai box, che con il senno di poi poteva essere evitato decidendo dopo la prima sosta di non usare più il meccanismo, risparmiando così quella ventina di secondi di ritardo senza la quale lo spagnolo avrebbe potuto tranquillamente salire sul podio infilandosi come minimo tra le due Lotus.
Sorte simile per Felipe Massa, che ha accusato dei problemi abbastanza strani con le gomme, essendo costretto a fermarsi ben due volte per le gomme posteriori praticamente smantellate. La Pirelli dovrà studiare il problema per capirne a fondo le cause… Una giornata dunque non facile per la Ferrari, che si è trovata a dover fare una gara tutta in salita, in pieno recupero.
Il dato più importante, però, è che sia la vettura (la F138) che il suo pilota di punta (Fernando) sono molto competitivi e possono fare paura a tutti, Red Bull in primis. Alonso infatti ha corso un’intera gara senza DRS, difendendosi benissimo da piloti che potevano usarlo e riuscendo ad attaccare ferocemente le monoposto che lo precedevano (bellissima la battaglia con Perez, oggi indiavolato anche e soprattutto con il compagno di squadra Button), effettuando una rimonta incredibile che lo ha portato a un soffio dalla settima (e a un certo punto anche dalla sesta) posizione finale. Verrebbe, ovviamente, da chiedersi dove sarebbe stata oggi la sua Ferrari senza l’anomalia dell’ala a rovinare i giochi. Vettel lo sa bene e si può consolare felicemente con una vittoria che gli consegna nuovamente un buon margine di punti sul rivale. La stagione però è lunga e quest’anno Alonso può puntare al colpaccio anche con alcune avversità che lo stanno intralciando.
La Lotus è tornata semi-protagonista, così come la Force India che ha sorpreso moltissimo con la prestazione di di Resta, quarto ai piedi del podio!
Senza infamia e senza lode la gara di Lewis Hamilton, che si è battuto a lungo nel finale con Webber, riuscendo a sopravanzarlo. La Mercedes manca ancora di un buon rendimento in gara e soffre in particolare alcune condizioni, tant’è che Rosberg (poleman) ha chiuso addirittura nono, precipitando dall’alto della griglia.
La F1 aprirà tra tre settimane la stagione europea in Spagna, a Barcellona, sede di diverse giornate di test invernali.
La classifica dice che Vettel resta in testa al mondiale con 77 punti, dieci in più rispetto al diretto rivale Kimi Raikkonen, meritatamente secondo. Seguono Lewis Hamilton e Fernando Alonso, con lo spagnolo che ha tre punti di ritardo sul britannico della Mercedes e ben trenta su Sebastian Vettel (in pratica una vittoria e cinque punti). E’ sicuramente un campionato tutto da vivere, gara dopo gara, con risultati incerti e prestazioni altalenanti nonostante una costanza in via di consolidamento tra i top team.
Appuntamento tra tre settimane al Circuit de Catalunya, nella speranza che le ali smettano di essere così determinanti ai fini di un risultato…

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