Nico Rosberg - Mercedes AMG Petronas F1 Team -

Gp Monaco - Gara

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Non aveva mai vinto, la Mercedes, a Monaco. Lo ha fatto con Nico Rosberg, ieri compagno di Michael Schumacher e oggi compagno di Lewis Hamilton. I dubbi generati dall’abituale crollo in gara delle Frecce d’Argento sarebbero stati legittimi anche oggi e sono comunque stati dissolti dalla superiorità dimostrata nei 78 giri. Pensiamo sia giusto dire di nuovo che a Montecarlo c’è un certo indice di atipicità che consente prestazioni poi non tanto scontate negli altri circuiti. Questo, però, non vuole essere un tentativo di demerito verso la Mercedes, oggi promossa sì ma con riserva: già dal prossimo appuntamento, a Montreal, serviranno conferme sul livello di competitività sfoderato oggi.
Qui la Pirelli ha portato mescole soft e supersoft, con un consumo tutto sommato contenuto grazie alle caratteristiche della pista cittadina. Questo ha abbassato il numero delle soste, ormai abitualmente elevato, e livellato un po’ alcune prestazioni. Nella prima parte di gara, infatti, i distacchi non si sono aperti “a ventaglio” e le vetture sono rimaste abbastanza vicine, soprattutto lì davanti nel gruppo di testa. Monaco resta una pista quasi impossibile per i sorpassi ma questo dato non ha certo impedito lotte estreme e staccate al limite. Ne sa qualcosa Perez, che ancora una volta ha corso con una grinta molto aggressiva, confermando questo nuovo corso nel suo approccio verso la pista. Molto zelante, in proposito, l’intervento dei commissari su Alonso, che ha dovuto restituire la posizione al messicano dopo essere stato costretto a tagliare un po’ la traiettoria nel difendersi da un suo tentativo di sorpasso.
Gran premio dolce per la Red Bull, tutto sommato. Appuntamento da incubo per la Ferrari, invece. Il team austriaco ha concluso finendo con entrambi i piloti sul podio: Sebastian Vettel ha ottenuto il massimo possibile da questa gara, portando a casa 18 punti essenziali per il campionato che gli consentono di aumentare nuovamente il distacco su Fernando Alonso (risalito a 29 punti), senza patire quell’usura di gomma che si era rivelata deleteria a Barcellona. Buon risultato anche per Webber (terzo), che qui su questo tracciato ci ha vinto due volte (sempre con la Red Bull). Stranamente complicata la gara di Lewis Hamilton, quarto e mai in grado di essere completamente incisivo quanto il vincente compagno di squadra. Una risposta, quella di Nico, molto bella soprattutto in rapporto a quegli ordini di scuderia che lo avevano visto sacrificato in nome del nuovo acquisto Mercedes: al momento chi ha portato la vettura alla vittoria è stato lui e non Hamilton, l’uomo del corso nuovo e della speranza.
Decisamente sorprendente (non è un complimento) l’andamento di gara della F138: nonostante un inizio gara in cui non si sono accusati distacchi rilevanti dai rivali, le prestazioni hanno subito un lento ma inesorabile crollo che ha portato lo spagnolo a essere superato nelle fasi finali e a doversi poi subito difendere da vetture sulla carta decisamente inferiori come la Toro Rosso di Vergne. La F138, che era sembrata a suo agio e performante su tutte le piste viste finora (abbastanza diverse tra loro), qui a Monaco ha palesato dei limiti che si spera siano solo temporanei e legati all’”anomalia” del tracciato. Ancora più inquietante il doppio incidente di Felipe Massa: stessa identica (e violenta) uscita di pista alla St. Devote sia nelle libere del sabato che nel corso della gara. E’ stato però necessario fare un salto in ospedale per verificare bene lo status fisico del brasiliano. Il problema Ferrari, fino a un certo punto, sta sempre lì: le qualifiche. Partire sesto (peggior prestazione in qualifica quest’anno) è costato parecchio a Fernando, stizzito dal dover lottare con vetture e piloti che di solito stanno lontano.
Dal Canada, prossimo appuntamento, dovrebbero esordire le nuove Pirelli, che non sono state modificate nella mescola (come in molti hanno creduto) ma nella costruzione: le frequenti rotture delle coperture hanno rappresentato un problema da affrontare e risolvere immediatamente. Questo cambiamento, però, cozza con la regola secondo cui non dovrebbero essere modificate le gomme nel corso della stagione (a meno che non ci siano le condizioni strettamente necessarie)… In questi giorni, tra l’altro, è spuntata fuori una nuova polemica riguardante dei test che la Mercedes avrebbe effettuato con Pirelli utilizzando vetture di quest’anno (quando sarebbero permesse, al limite, le monoposto 2011). Una situazione ambigua che ha visto un’agguerrita Red Bull chiedere decisi chiarimenti in merito, seguita a ruota dalla Ferrari (un po’ più cauta).
Più sofferenti del solito anche le Lotus, che non hanno avuto neanche loro una gara fortunata: tra un incidente di Grosjean (il francese, tamponando Ricciardo, ha perso la sua capacità di buona condotta?) e una foratura di Raikkonen, il bottino odierno è stato poco più che misero (un solo punto per il finnico, che però ha una sequenza impressionante di risultati utili e ha operato una super rimonta negli ultimi giri). La regina Mercedes non fa ancora paura ma inizia a dare qualche pensiero in più. Spasmodica attesa per il Canada, tra due settimane, dove la scuderia tedesca avrà il non facile compito di confermare la prestazioni viste ora nella fascinosa Monaco.

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