La tappa del Mondiale di Formula 1 in terra magiara sarà probabilmente ricordata come quella più noiosa della stagione in corso in termini di azione in pista. Premessa: l’Hungaroring è il tracciato che, insieme al toboga del Principato di Monaco, non crea alcun patema in termini di recupero e distribuzione dell’energia nel corso del singolo giro.
Dopo undici gare si può fare un primo bilancio in merito alla controversa rivoluzione regolamentare. Meglio le lotte in pista favorite dalla disomogenea quantità di energia a disposizione dei piloti o una gara “old style”, con pochi sussulti ma senza la variabile elettrica?
Gli effimeri scambi di posizione apprezzati in avvio di stagione non possono essere considerati sorpassi.
Il sorpasso è un’arte svilita dall’attuale quadro regolamentare, che premia le mappe software in luogo dell'estro necessario per tirare una staccata mozzafiato o provare una manovra ai limiti della fisica. È proprio ciò che ha fatto Max Verstappen ai danni di un Lewis Hamilton poco reattivo. La scarsa attenzione del fuoriclasse inglese nulla toglie alla scaltrezza del gesto immaginato e poi messo in pratica dal quattro volte campione del mondo. In qualsiasi altro tracciato il gesto sarebbe stato vanificato dopo un centinaio di metri.
La chirurgia estetica dello show, tanto cara a Liberty Media, attrae. I numeri della Formula 1 sono sotto gli occhi di tutti, ma non è tutto oro ciò che luccica. Nello scorso weekend, indipendentemente dal risultato conseguito, tutti i piloti hanno provato vecchie sensazioni, istinti da troppo tempo mortificati. Il numero dei “sorpassi” non basta, da solo, a determinare la qualità dello spettacolo della Formula 1.
Grazie alla dettagliata analisi di Eloy Aparacio, abbiamo esaminato le manovre di sorpasso da diversi punti di vista. Innanzitutto, per “sorpasso in pista” si intende una manovra in cui una monoposto conquista una posizione a scapito di un'altra in regime di bandiera verde, a partire dal secondo giro. La fonte dei dati è il feed ufficiale dei tempi della Formula 1.
Sono esclusi dal conteggio:
In undici Gran Premi sono stati effettuati 448 sorpassi in pista, una media di 40,7 a gara. Nell’analisi dei dati “grezzi” sono stati rilevati 1410 cambiamenti di posizione; tuttavia, le esclusioni menzionate nel paragrafo precedente ne rimuovono circa due terzi, quasi tutti avvenuti in seguito ai pit stop. La seguente tabella fornisce la ripartizione degli avvicendamenti di posizione per tipologia.
| Classificazione | Numero | Percentuale |
|---|---|---|
| Sorpassi relativi a pit stop | 937 | 66.5% |
| Sorpassi in pista | 448 | 31.8% |
| Sorpassi relativi a ritiri | 16 | 1.1% |
| Sorpassi a valle di ripartenza da fermo (Standing start) | 8 | 0.6% |
| Sorpassi effettuati in giri completamente neutralizzati (Safety Car/VSC) | 1 | 0.1% |
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Verifica di coerenza: tra i 22 piloti classificati, la posizione media in griglia e il numero di sorpassi subiti presentano una correlazione di 0,66. Le auto più lente vengono sorpassate più spesso, esattamente il comportamento che la metrica dovrebbe mostrare.
Al fine di ottenere un indice efficace relativo ai sorpassi effettuati nei vari GP, normalizzato rispetto al numero di giri, è stato prima necessario definire il valore dei green lap, ovvero giri di gara, dal secondo in poi, senza neutralizzazione in alcun punto. Il semplice conteggio dei giri è di per sé un parametro poco affidabile per valutare un circuito. Il numero di giri delle gare varia dai 44 di Spa-Francorchamps ai 78 di Monaco, mentre le neutralizzazioni eliminano giri di gara in modo non uniforme. A Monaco si sono “persi” 14 giri a causa della safety car; a Silverstone, invece, 15 per effetto combinato di safety car e VSC. Budapest ne ha persi solo 4, tutti a causa della Virtual Safety Car (VSC). I giri di safety car e di VSC sono elencati separatamente nella seguente tabella perché non sono equivalenti: un periodo di VSC è solitamente più breve e raramente riesce a ricompattare il gruppo.
| Round | Circuito | Sorpassi | Giri | Green | Per green lap | SC | VSC | N. pit stop |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Melbourne | 40 | 58 | 45 | 0.89 | 0 | 12 | 33 |
| 2 | Shanghai | 74 | 56 | 51 | 1.45 | 4 | 0 | 21 |
| 3 | Suzuka | 41 | 53 | 45 | 0.91 | 7 | 0 | 30 |
| 4 | Miami Gardens | 50 | 57 | 49 | 1.02 | 7 | 0 | 24 |
| 5 | Montréal | 34 | 68 | 52 | 0.65 | 0 | 15 | 36 |
| 6 | Monte Carlo | 6 | 78 | 63 | 0.10 | 14 | 0 | 89 |
| 7 | Barcellona | 32 | 66 | 51 | 0.63 | 0 | 14 | 53 |
| 8 | Spielberg | 36 | 71 | 63 | 0.57 | 0 | 7 | 44 |
| 9 | Silverstone | 44 | 52 | 36 | 1.22 | 8 | 7 | 52 |
| 10 | Spa-Francorchamps | 49 | 44 | 35 | 1.40 | 3 | 5 | 30 |
| 11 | Budapest | 42 | 70 | 65 | 0.65 | 0 | 4 | 47 |
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Conteggio e valutazione per circuito. Green = giri di gara, dal secondo in poi, senza neutralizzazione in alcun punto; SC e VSC conteggiano i giri in cui una parte del percorso è stata effettuata rispettivamente sotto safety car o virtual safety car. Stop = ingressi ai box registrati.
I sorpassi effettuati e quelli subiti vengono riportati separatamente perché descrivono dinamiche diverse. Il volume dei sorpassi effettuati dipende in gran parte dalla frequenza con cui una vettura parte alle spalle di monoposto più lente; il volume netto è invece un indicatore migliore della competitività in gara.
| # | Team | Sorpassi effettuati | Sorpassi subiti | Differenza | Media per gara |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Red Bull Racing | 72 | 21 | 51 | 6.5 |
| 2 | Haas F1 Team | 54 | 64 | −10 | 4.9 |
| 3 | Audi | 54 | 40 | 14 | 4.9 |
| 4 | Mercedes | 50 | 17 | 33 | 4.5 |
| 5 | Alpine | 45 | 31 | 14 | 4.1 |
| 6 | Ferrari | 42 | 41 | 1 | 3.8 |
| 7 | McLaren | 40 | 14 | 26 | 3.6 |
| 8 | Williams | 28 | 53 | −25 | 2.5 |
| 9 | Aston Martin | 22 | 82 | −60 | 2.0 |
| 10 | Cadillac | 21 | 42 | −21 | 1.9 |
| 11 | Racing Bulls | 20 | 43 | −23 | 1.8 |
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| Codice | Pilota | Team | Sorpassi effettuati | Sorpassi subiti | Differenza | Sorpassi per gara |
|---|---|---|---|---|---|---|
| VER | Max Verstappen | Red Bull Racing | 43 | 8 | 35 | 3.91 |
| RUS | George Russell | Mercedes | 32 | 11 | 21 | 2.91 |
| HUL | Nico Hülkenberg | Audi | 30 | 19 | 11 | 2.73 |
| HAD | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 29 | 13 | 16 | 2.64 |
| BEA | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 29 | 25 | 4 | 2.64 |
| GAS | Pierre Gasly | Alpine | 26 | 16 | 10 | 2.36 |
| OCO | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 25 | 39 | −14 | 2.27 |
| BOR | Gabriel Bortoleto | Audi | 24 | 21 | 3 | 2.18 |
| LEC | Charles Leclerc | Ferrari | 22 | 24 | −2 | 2.00 |
| NOR | Lando Norris | McLaren | 21 | 7 | 14 | 1.91 |
| HAM | Lewis Hamilton | Ferrari | 20 | 17 | 3 | 1.82 |
| PIA | Oscar Piastri | McLaren | 19 | 7 | 12 | 1.73 |
| COL | Franco Colapinto | Alpine | 19 | 15 | 4 | 1.73 |
| ANT | Kimi Antonelli | Mercedes | 18 | 6 | 12 | 1.64 |
| SAI | Carlos Sainz | Williams | 18 | 29 | −11 | 1.64 |
| PER | Sergio Pérez | Cadillac | 12 | 17 | −5 | 1.09 |
| ALO | Fernando Alonso | Aston Martin | 11 | 55 | −44 | 1.00 |
| LIN | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 11 | 29 | −18 | 1.00 |
| STR | Lance Stroll | Aston Martin | 11 | 27 | −16 | 1.00 |
| ALB | Alexander Albon | Williams | 10 | 24 | −14 | 0.91 |
| BOT | Valtteri Bottas | Cadillac | 9 | 25 | −16 | 0.82 |
| LAW | Liam Lawson | Racing Bulls | 9 | 14 | −5 | 0.82 |
| @redlightsoff5 | ||||||
I sorpassi sono fortemente concentrati nella fase iniziale. 198 dei 448 sorpassi sono avvenuti nel primo quarto di gara, contro 41 nell'ultimo quarto, con un rapporto di 4,8 a 1. Le posizioni in griglia si stabilizzano, gli offset degli pneumatici sono maggiori nel primo stint e, negli ultimi giri, l'ordine si assesta in gran parte in base al ritmo di gara.
| Fase della gara | Sorpassi | Percentuale |
|---|---|---|
| Primo quarto | 198 | 44.2% |
| Secondo quarto | 133 | 29.7% |
| Terzo quarto | 76 | 17.0% |
| Quarto finale | 41 | 9.2% |
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N.B.: l'immagine di copertina è stata generata tramite un software di IA.
L’analisi dei primi undici Gran Premi del Mondiale evidenzia quanto il semplice numero di cambi di posizione possa offrire un’immagine ingannevole dello spettacolo in pista. Dei 1.410 avvicendamenti complessivamente registrati, soltanto 448 possono essere considerati veri sorpassi: circa due terzi sono infatti legati ai pit stop, mentre vengono esclusi primo giro, ripartenze, ritiri, errori gravi, problemi tecnici e fasi neutralizzate.
Per confrontare correttamente i circuiti è stato utilizzato il numero di sorpassi per “green lap”, cioè per giro effettivamente percorso in condizioni di bandiera verde. Shanghai guida la graduatoria con 74 sorpassi e una media di 1,45 per giro verde, davanti a Spa-Francorchamps con 1,40 e Silverstone con 1,22. All’estremo opposto c’è Monaco: appena 6 sorpassi, una media di 0,10, nonostante 89 soste ai box. Budapest si ferma a 0,65, confermando una gara povera di autentica azione in pista.
Tra le squadre domina la Red Bull, prima per sorpassi effettuati e saldo complessivo. La McLaren è invece quella che ne ha subiti meno, segnale di una monoposto capace di qualificarsi davanti e mantenere la posizione. Ferrari chiude con un saldo quasi neutro, mentre Aston Martin presenta il dato peggiore. Tra i piloti spicca Max Verstappen con 43 sorpassi effettuati e un saldo di +35; Fernando Alonso è invece il più superato, anche a causa della posizione media molto arretrata in griglia.
La conclusione principale è che la quantità non coincide necessariamente con la qualità. Il 44,2% dei sorpassi avviene nel primo quarto di gara e soltanto il 9,2% nell’ultimo: con il passare dei giri, posizioni e prestazioni tendono a stabilizzarsi. I regolamenti attuali producono numerosi scambi favoriti soprattutto dalla gestione dell’energia e dalle mappe software, ma non sempre restituiscono il valore tecnico, il rischio e l’estro di un vero sorpasso. Lo spettacolo della Formula 1, dunque, non può essere misurato contando soltanto quante volte due vetture si scambiano la posizione.