Formula 1 e Big Tech: perché le alleanze digitali sono decisive
L’attuale “era” della Formula 1 è caratterizzata dal pervasivo utilizzo degli strumenti offerti dall’information technology. Da strumenti di supporto a asset indispensabile per il successo.

04/08/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Nella Formula 1 moderna le sponsorizzazioni si possono suddividere in quattro macrocategorie: Consumer, Industry, Digital Tech e Financial. Per Consumer si intendono sponsorizzazioni che non concorrono direttamente alle prestazioni delle monoposto. Con Industry si indicano tipicamente le partnership tecnologiche che forniscono, direttamente o indirettamente, supporto all’operatività del team o alle prestazioni delle vetture.

Molto interessante è la categoria delle tecnologie digitali, in enorme ascesa all'interno di tutti i team. Il ruolo dei servizi e dei sistemi messi a disposizione dall'Information Technology è diventato indispensabile durante l'intero ciclo di vita di una monoposto di Formula 1: design, prototipazione, produzione attraverso macchinari a controllo numerico, simulazione e gestione delle strategie. I modelli predittivi analizzano migliaia di informazioni per fornire in tempo reale la migliore opzione strategica.

L'attuale era della Formula 1 è caratterizzata dal pervasivo utilizzo degli strumenti offerti dall'information technology. Da tempo le fasi di design, calcolo, simulazione e prototipazione di ogni componente delle monoposto sono completamente supportate da specifici software quali CAD (Computer Aided Design), CFD (Computational Fluid Dynamics) e CAE (Computer Aided Engineering).

Tutti i dipartimenti dei team sono supportati dalle piattaforme IT

Qualsiasi area di una scuderia di Formula 1 è supportata da piattaforme digitali in continua evoluzione. Negli ultimi anni si è assistito a una crescente domanda di:

  • Capacità computazionale (High Performance Computer, Cloud Computing)
  • Intelligenza artificiale generativa
  • Cybersecurity
  • Connettività geografica ad alte prestazioni

La capacità computazionale è una necessità in Formula 1 ed è uno strumento fondamentale utilizzato da oltre 20 anni. Il primo impiego dell'HPC è stato nella CFD (Computational Fluid Dynamics). In termini semplici, la CFD viene utilizzata per simulare il flusso di aria e liquidi attraverso la modellazione matematica e l'effetto che questo flusso ha sull'ambiente circostante, ad esempio sulla superficie di una monoposto. Attualmente i sistemi HPC trovano i seguenti ambiti di applicazione:

  • Computazionale (CFD) - È l'utilizzo più intensivo dei supercomputer in Formula 1. Sostituisce gran parte dei costosissimi test nella galleria del vento, simulando matematicamente il comportamento dei flussi d'aria (e dei liquidi interni) attorno e all'interno della vettura. Le simulazioni ad alta fedeltà modellano fino a centinaia di milioni di singole celle per analizzare l'impatto dei vortici aerodinamici.
  • Sviluppo delle Power Unit 2026: con il debutto dei nuovi motori ibridi 2026 (alimentati al 100% da carburanti sostenibili e con una ripartizione della potenza quasi 50/50 tra termico ed elettrico), i team utilizzano cluster HPC per progettare la camera di combustione e gestire i complessi flussi energetici della batteria e dell'MGU-K.
  • Strategie di gara in tempo reale: durante un weekend di gara, i sistemi HPC in fabbrica o sul cloud elaborano i dati di telemetria trasmessi in tempo reale da oltre 300 sensori presenti sulla vettura. Vengono eseguite milioni di simulazioni stocastiche (metodo Monte Carlo) per prevedere il degrado degli pneumatici, calcolare il momento esatto del pit stop e reagire all'ingresso della Safety Car.

La Cybersecurity è una disciplina sulla quale i team stanno investendo molto più che in passato. Nel momento in cui un dispositivo è connesso a Internet è potenzialmente attaccabile. Per tale ragione vengono implementate reti segregate attraverso apparati che monitorano il traffico dati in entrata e in uscita del network aziendale. Molti team brevettano soluzioni e il segreto industriale deve essere garantito. Dietro la velocità, il glamour e l'intensa competizione, le categorie di minacce che la Formula 1 si trova ad affrontare appaiono familiari a qualsiasi esperto di sicurezza:

  • Il furto di proprietà intellettuale ha una lunga storia nella cultura del motorsport; gli ingegneri che si appropriano indebitamente di materiale sensibile rappresentano semplicemente la versione umana. La versione digitale non si ferma mai: credenziali riutilizzate, condivisioni cloud configurate in modo errato, dati copiati silenziosamente e accessi concessi "temporaneamente" che diventano permanenti.
  • Il ransomware diventa particolarmente pericoloso quando il tempo è l'arma. Un team bloccato nei suoi sistemi chiave poche ore prima delle qualifiche si trova ad affrontare un tipo di pressione diverso: pagare in fretta o perdere il weekend.
  • L'ingegneria sociale prospera grazie alla routine e alla rilevanza. Calendari di gara, schemi di viaggio, annunci degli sponsor e programmi interni creano un terreno fertile per lo spear phishing. Il personale in viaggio che si collega da aeroporti e hotel aumenta il rischio di esposizione, poiché credenziali e sessioni possono essere intercettate o compromesse, per poi essere utilizzate in ambienti più sensibili.

La connettività ad alte prestazioni è indispensabile per collegare gruppi di lavoro dei team dislocati in diversi Paesi (ad esempio Audi), così da supportare il concurrent engineering. Connessioni veloci e affidabili sono fondamentali anche nei weekend di gara per creare un "team esteso", che comprende il network di chi opera in pista e dei remote garage.

Formula 1 e Big Tech: perché le alleanze digitali sono decisive

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