Leonardo Fornaroli non nasconde più il suo prossimo obiettivo. Dopo aver conquistato consecutivamente i titoli di Formula 3 e Formula 2, il giovane italiano sta vivendo il 2026 dietro le quinte della McLaren, accumulando chilometri, lavoro al simulatore e presenze nei weekend di gara con un traguardo ben preciso: conquistare un sedile in Formula 1.
Entrato nel Driver Development Programme della squadra di Woking lo scorso dicembre, Fornaroli ha progressivamente aumentato il proprio coinvolgimento nelle attività del team. A marzo ha guidato per la prima volta una monoposto di Formula 1 durante un test TPC a Barcellona, per poi debuttare ufficialmente in una sessione di prove libere sullo stesso circuito a giugno, chiudendo la FP1 con un interessante quinto tempo.
Da allora sono arrivati altri chilometri, compreso un test TPC con la Haas a Jerez e la seconda partecipazione a una FP1 con McLaren in Ungheria. Un percorso sul quale il 21enne italiano ha fatto il punto in un'intervista esclusiva concessa a Formula1.com.
“Stanno succedendo molte cose. Abbiamo fatto tante sessioni al simulatore per preparare ogni TPC e FP1, oltre al lavoro di supporto del venerdì durante i weekend di gara, che ho trovato molto utile per la mia crescita”, ha spiegato Fornaroli.
Un lavoro che va ben oltre la semplice ricerca del tempo sul giro. In occasione della prima FP1 disputata a Barcellona, ad esempio, il compito dell'italiano era soprattutto quello di raccogliere informazioni utili allo sviluppo della MCL40: “Non ho avuto molti giri nei quali poter spingere, ma l'obiettivo era aiutare la squadra fornendo buoni dati per l'aerodinamica”.
Il salto dalle categorie propedeutiche alla struttura di una squadra di Formula 1 ha inevitabilmente cambiato anche dimensioni e intensità del lavoro quotidiano. “È un mondo diverso. È l'inizio di... come posso dire, è dove inizi a essere un pilota professionista. Ci sono molte più persone che lavorano rispetto alla F2 e alla F3 e molto più lavoro. È molto intenso, ma mi sto divertendo”.
Un ambiente nel quale Fornaroli ritiene comunque di essere arrivato preparato grazie al percorso nelle categorie minori: “Sono comunque categorie di altissimo livello e mi hanno insegnato come lavorare in questo ambiente e come rapportarmi con le persone. Guidare è ciò che mi piace fare, quindi tutto questo diventa naturale, o quasi”.
La seconda parte della stagione servirà ad aumentare ulteriormente l'esperienza. Il programma prevede nuovi test TPC, altre FP1, ore al simulatore e lavoro al fianco dei titolari Lando Norris e Oscar Piastri: “Sto cercando di imparare il più possibile”, ha sintetizzato l'italiano.
Ma ormai il lavoro svolto con McLaren ha anche un'altra finalità. Il nome di Fornaroli è inevitabilmente entrato nel mercato piloti in vista del 2027, soprattutto dopo il test effettuato con Haas. Un'ipotesi alla quale aveva dato ulteriore peso anche Zak Brown durante il GP di Gran Bretagna.
“Sì, penso che ci siano delle possibilità. È un grande talento. Ha svolto alcuni test con noi e spero che riesca ad assicurarsi un sedile in Formula 1. Penso che meriti sicuramente di essere in F1”, aveva dichiarato il CEO della McLaren.
Fornaroli, dal canto suo, non considera più il passaggio nella massima categoria soltanto un sogno lontano. Alla domanda di Formula1.com sulla possibilità concreta di debuttare da titolare ha risposto senza esitazioni: “Assolutamente. Stiamo lavorando per riuscirci. Adesso sono concentrato sul presente e sul fare il mio lavoro. C'è ancora qualcosa da fare, ma penso che siamo in una buona posizione”.
Il percorso iniziato nei kart e proseguito fino ai titoli consecutivi di F3 e F2 lo ha quindi portato a pochi passi dall'ultimo gradino. “Il viaggio è stato molto lungo e a volte molto difficile. Non siamo ancora arrivati, ma dopo il mio primo test in F1, la prima FP1 e tutto il lavoro che abbiamo fatto, siamo tutti molto felici e soddisfatti”.
Foto copertina www.formula1.com