La nuova arma di Woking: il dettaglio tecnico passato inosservato
31/08/2026 16:25:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nelle ultime settimane, quando l’attenzione era catalizzata dalla possibile lotta tra Mercedes e Ferrari per il Mondiale, c’era una squadra che lavorava in silenzio e con costanza: la McLaren. Il suo inizio di stagione era stato disastroso, ma già dal GP di Miami si era visto che i campioni del mondo avevano un buon pacchetto: dovevano togliere un po’ di ruggine. Tra luglio e agosto, da Woking sono arrivati importanti aggiornamenti aerodinamici, che hanno riportato parte del carico mancante. Lando Norris ha poi ripagato lo sforzo dei progettisti con una vittoria all’Hungaroring, seguita da un’altra più inaspettata a Zandvoort.

Questo passo avanti non è dovuto solo a grandi novità tecniche sul telaio, ma anche a un piccolo dettaglio rimasto inosservato: i copricerchi. “Abbiamo introdotto dei cambiamenti nel posteriore per generare più carico, insieme ad altre modifiche minori ai freni. Ci sono anche dei nuovi copri cerchi, che ci aiuteranno a generare più temperatura nelle gomme, ha detto uno dei direttori tecnici, Neil Houldey, come riportato da Autosprint. Il nuovo design, quindi, permetterebbe agli ingegneri di sfruttare meglio il flusso dell’aria e di mantenere gli pneumatici nella giusta finestra; questa soluzione spiegherebbe anche la bellissima partenza di Oscar Piastri con gomme dure, con la quale superò le Ferrari sulla mescola più morbida, e il singolo giro di preparazione necessario in qualifica.

Quanto sarà rilevante?

La nuova arma di Woking: il dettaglio tecnico passato inosservato

Già lo scorso anno i costruttori di Woking avevano fatto la differenza per la gestione delle gomme, montando tra l’altro un copricerchio simile. All’inizio del 2026, però, avevano rivisto il progetto, forse per capire meglio la nuova dinamica della frenata: in questa generazione di vetture, infatti, parte della decelerazione viene dall’MGU-K, non solo dal “pedale”. Probabilmente, dopo attente analisi, gli ingegneri sono tornati sui loro passi.

L’aggiornamento, quindi, non sarà come una bacchetta magica: Zandvoort, con la sua richiesta di alto carico, era una pista che già si sposava bene con la MCL40, e sotto il cofano ci saranno altre soluzioni per limare decimi importanti. Subito a Monza, dove la potenza del motore e la velocità di punta fanno da padrone, la McLaren dovrà estrarre qualche nuovo coniglio dal cilindro.

Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images

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