La rovente Malesia ha riportato Max Verstappen in pole position: un digiuno lungo, durato 9 mesi e 28 giorni, fin troppo per un pilota abituato a respirare costantemente l'aria pulita della prima fila. Fin dal venerdì, veloce e competitivo, l'olandese è stato al comando in tutte le sessioni di qualifica, con il tempo finale in Q3 con cui ha firmato la sua prima pole a Sepang (la "quarta" in Bahrain). Oggi, però, Max Verstappen ha fatto molto di più di un semplice giro: ha creato un legame col suo passato.
Il 3 ottobre del 2014, infatti, l'olandese debuttò in Formula 1. Lo fece a bordo della Toro Rosso, sul circuito di Suzuka: in una delle piste più iconiche del calendario, il primo minorenne della storia della Classe Regina diede vita a una carriera con cui, rapidamente, diventò un fenomeno generazionale in grado di spazzare via gli scetticismi iniziali e aprire un nuovo capitolo nella storia del Motorsport, diventandone una leggenda.
Dodici anni dopo, la pole position conquistata in Malesia vale molto di più di una semplice prima fila: è sinonimo di riscatto e rivalsa dopo una stagione difficile, in un weekend in cui l'olandese ha concrete chance di conquistare la sua prima vittoria stagionale.
Max Verstappen dopo le qualifiche del GP Bahrain - Foto di copertina interna di Peter Kiss / WHYOUT images
E se è pur vero che in Formula 1 non bisogna romanticizzare i risultati, questo parallelismo non può che emozionare: dall'anniversario del suo debutto al ritorno in pole position, Max Verstappen dimostra ancora una vuota la sua resilienza. Il Leone è tornato a ruggire.
Foto di copertina di Peter Kiss / WHYOUT images