F2, cifre folli per un sedile. Montoya attacca: «È una ridicola guerra di portafogli»
13/10/2026 10:00:00 Tempo di lettura: 6 minuti

Che il motorsport sia una categoria elitaria a causa dei suoi costi faraonici non è una novità, ma adesso anche le categorie minori, alle quali si accedeva pagando uno o due milioni di euro l'anno qualche stagione fa, hanno quasi triplicato il loro "biglietto d'accesso". A parlare di questo tema è stato l'ex pilota di Formula 1 e padre di Sebastian, Juan Pablo Montoya.

Il colombiano segue molto da vicino la carriera del ventunenne e, intervistato ai microfoni del podcast MontoyAS, ha commentato i costi folli raggiunti da questo sport.

Parlando dei test privati, che ogni pilota può decidere autonomamente se svolgere o meno, ha dichiarato: "I team sanno che i costi sono più o meno quelli, e molte volte ci sono due modi per affrontarli. O ti fanno un prezzo, al quale devi aggiungere il costo della pista, oppure ne fanno uno 'tutto compreso' con un prezzo fisso che comprende anche tutto il resto. Così facendo però si assumono anche il rischio che, se a girare quel giorno ci sono poche persone, a loro l'affitto del tracciato costerà molto di più, mentre se saranno in tanti, guadagneranno molto di più".

Stando a quanto spiegato dal colombiano, tutto dipende dalle ambizioni del pilota che vuole effettuare il test e dalle sue finanze: "Ovviamente se vuoi fare un test con pista libera e, per esempio, vai a Jerez, dove ci sono tante persone, o anche a Barcellona, che è peggio, ti costerà meno, ma non riuscirai ad avere i dati che ti servono per via del traffico. Se invece decidi di correre a Jeddah o a Istanbul e quel giorno sarai solo tu, o al massimo due, tre piloti, dovrai caricarti tutte le spese".

"Funziona così, magari il tracciato costa 12.000, 15.000 o 20.000€ al giorno, si prende la lunghezza del tracciato e la si divide per il numero di piloti che lo stanno utilizzando quel giorno, più ovviamente la quota da pagare al team".

Nei giorni scorsi sia Formula 3 che Formula 2 hanno annunciato il loro calendario 2027 e, con grande sorpresa, si è deciso di ampliare il numero di eventi, trasformando queste categorie sempre più in un evento "mondiale", a discapito però di piste storiche come l'Hungaroring o Spa-Francorchamps. Parlando di questo, Juan Pablo Montoya ha detto: "Il calendario 2027 è davvero buono perché adesso è diventato più mondiale. La Formula 3 ad esempio di solito è centrata sull'Europa, ma adesso andranno anche in Bahrain, a Jeddah, in Australia, Montreal e Istanbul, anche se per quest'ultima si può dire che è comunque in Europa più o meno. Ma questa è una scelta molto logica perché permette ai piloti di correre spesso. Se guardiamo a quest'anno, l'ultima gara di F2 è stata a Baku il mese scorso, e la prossima sarà in Qatar a novembre".

"Fortunatamente però non ci permettono di fare dei test privati, anche perché ci sono persone che hanno un budget illimitato e quando si presenta la possibilità di scendere in pista pagando, non si fanno scappare quest'occasione, ma fortunatamente c'è un rapporto peso-potenza per cui, quando sei in periodo di campionato, non puoi fare test".

Continuando, ha poi aggiunto: "È ottimo che l'Ungheria non sia più in calendario, e sinceramente a me non dà fastidio nemmeno l'assenza di Spa. Certo, quello belga è bellissimo come tracciato, ma quando ci vai, per esempio con Prema, devi per forza rimanere in una casa che si trova in mezzo al nulla. Quando Sebastian correva con Hitech eravamo circa a un'ora e mezza di macchina dal tracciato, e dovevamo essere lì alle sei di mattina. Anche Budapest è stupenda, la città è fantastica, ma per correre non è la pista migliore".

Con l'ampliarsi del calendario, però, la domanda che è subito balzata in mente riguarda i costi del campionato stesso che, già faraonici, se si aggiungono anche molteplici trasferte intercontinentali, diventano letteralmente insostenibili. Parlando di questo, però, il colombiano ha smentito tutto.

"Ciò che cambia realmente per noi sono i biglietti aerei. Sebastian ha sempre un hotel incluso nel contratto, l'unica cosa che cambia sono dunque gli aerei e, ovviamente, la macchina a noleggio che ti serve per spostarti. Il prezzo del campionato non cambierà tantissimo anche perché tutti i team hanno degli accordi proprio con il campionato, per quanto riguarda la logistica, così da spedire tutto il materiale in pista entro una certa data".

"Quello che sta cambiando adesso è che ci sono molti piloti che hanno tantissimi soldi e il modo in cui si comprano i sedili per correre è davvero ridicolo. Non avete idea delle cifre che la gente sta offrendo per ottenere un sedile in Formula 2".

Stando a una prima stima, infatti, sia Freddie Slater che Noah Stromsted, che nel 2027 debutteranno in Formula 2 con il team Invicta, per aggiudicarsi quel sedile hanno dovuto mettere sul piatto oltre 4 milioni di euro, test e viaggi esclusi: "Stanno offrendo cifre del genere per squadre di fondo classifica, per via della disperazione della gente che cerca un sedile".

"Molte persone che hanno i soldi di solito non sono le più veloci, ma è quello che succede. È diventata una guerra di portafogli. Per farti un esempio, noi con Sebastián in Formula 2 abbiamo fatto circa 8 o 10 giorni di test privati tra le due stagioni, mentre Ugo [Ugochukwu] per questa ne farà 20 o 30".

"Tutto questo è ridicolo! E ovviamente al costo del test devi aggiungere anche gli hotel, la fisioterapia, i biglietti aerei, i voli, perché nei test non ti includono niente. Quindi è davvero complicato. Questo sport è una follia, a questi livelli così alti è una follia".

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