le pagelle di canada 2014

Ricciardo: 10 – La promessa australiana è finalmente giunta a maturità. Da inizio anno è diventato sicuramente un pensiero fisso per Sebastian Vettel, che dopo aver vinto quattro mondiali di fila non riesce a stare davanti a questo giovane fenomeno. Daniel sembra essere tra quelli che meglio si sono adattati alle nuove vetture, dimostrando una malleabilità e un talento puro che rappresentano i semi del campione. A fine gara è incisivo più che mai: sorpassa Perez, sbaraglia Rosberg senza timori reverenziali verso la Mercedes e va a vincere la sua prima gara in Formula 1. Esattamente come Hamilton sette anni fa. Strepitoso.



Rosberg: 9 – Nico non si è fermato a Monaco: la sua guerra, in pista e psicologica, con Lewis Hamilton continua e sarà di lungo corso. Stavolta è la W05 a decidere per entrambi i piloti Mercedes, svelando un calo di potenza avrà messo un po’ in allarme il team. Da invincibili si sono riscoperti fragili e preda degli altri, famelici di vittorie e piazzamenti. A Lewis è andata male, a Nico la sua monoposto ha concesso una difesa complessivamente buona (viste le prospettive di un ritiro). Ad ogni modo il tedesco ha saputo tenere dietro il suo compagno di squadra finchè è stato necessario, ma soprattutto gli è stato davanti anche in qualifica (su una pista dove Hamilton ha vinto tre volte, più di tutti tra i partecipanti attuali). Un duro, che vuole vincere il mondiale a tutti i costi e che ha allungato in classifica


Ferrari: 5 – Le cose continuano a non funzionare. Nonostante aggiornamenti programmati da tempo su tutti i fronti, la F14-T mostra complessivamente una potenza carenza rispetto non solo alle Mercedes, ma anche ad altri team quali Red Bull (in gran recupero), Williams, Force India (e la lista potrebbe allungarsi). C’è da chiedersi molte cose in casa Ferrari, anche se ormai idee e speranze vanno diritte al 2015. Un vero peccato, dal momento che hanno ai box due grandi campioni… Incredibile.


Perez: 7 – Stava conducendo un’ottima gara che avrebbe potuto portarlo nelle zone alte della classifica. Ha ritardato la prima sosta e a un certo punto si è ritrovato a inseguire il leader Rosberg. Niente male… Peccato però per quel contatto indecifrabile con Felipe Massa, in cui è difficile dare netta colpa all’uno o all’altro… Sergio ci ha ormai abituati a più gare più o meno incolori alternate a guizzi come quello di Montreal…



Sicurezza passiva: 10 – Ormai diamo involontariamente per scontato che dopo un gran botto i piloti escano tranquilli dalle loro monoposto. A quelle velocità e con quelle dinamiche (ci riferiamo nello specifico all’incidente Perez-Massa) è soprattutto la grandiosa solidità di queste macchine a proteggere la vita del pilota, raggiunta da anni dopo i tragici incidenti che abbiamo commemorato poco tempo fa nel loro anniversario. Un punto fermo importantissimo che deve continuare a non mancare mai…

 

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