Gp Gran Bretagna 2016 - Gara

L’immagine più bella del gran premio corso a Silverstone ce l’ha regalata Lewis Hamilton, saltando gli schemi, rompendo le righe, uscendo dalla corsia box a macchina appena spenta per andare incontro alla sua gente, per guardare qualche metro più da vicino il mare di tifosi che ha assistito al suo ennesimo trionfo sulla pista di casa, circuito a cui Lewis tiene tantissimo, colmo di ovvi significati. E un’immagine ancora più bella, colorata e “folle” ce l’ha data tuffandosi sul pubblico, in un’aria che sapeva un po’ di Hollywood e un po’ di concerto rock. Odori e sensazioni che appartengono sempre di più a Hamilton, che lo rappresentano al meglio e che in fondo fanno un gran bene a una Formula 1 troppo ingessata, programmata, scontata. E’ anche con questi gesti che un campione del mondo scrive la storia…


A scrivere, invece, la storia di questo appuntamento ci stava pensando la pioggia, caduta improvvisamente prima della partenza. Il più classico degli imprevisti, non così inimmaginabile nella terra dell’Union Jack “de-europeizzata”. A rimettere tutto in noioso ordine ci ha pensato la direzione gara, con la scelta troppo conservativa di far partire la corsa sotto safety car. Comprensibile francamente a Monaco, dove la pioggia può essere un’insidia di troppo che mette a rischio la sicurezza dei piloti; una scelta poco comprensibile a Silverstone, su un tracciato vecchia scuola dotato di ampie vie di fuga (abbondantemente usate dai piloti con i loro numerosi errori) e con l’asfalto lì lì per asciugarsi nonostante la quantità di acqua caduta.

Il rientro della safety car, dopo una manciata di giri (e ripetute lamentele via radio dei piloti), ha sancito l’inizio della dicotomia delle strategie: i primi quattro sono rimasti fuori e quasi tutti gli altri, dietro, sono rientrati per montare le intermedie da bagnato (sotto safety sono partiti tutti con le full wet). Ci ha pensato una virtual safety car, pochi giri dopo, a dare ai primi il tempo di effettuare la sosta (mentre tutti gli altri rallentavano in pista). E’ stato in quel momento che i destini della gara si sono fissati in via definitiva. Mentre Hamilton restava in testa in solitudine, si è consumata una bellissima bagarre tra Rosberg e Verstappen, il quale continua a sorprendere tutti senza esclusione di colpi. Il diciannovenne fenomeno della Red Bull ha eseguito un sorpasso magistrale ai danni di Rosberg alla fine della famosa sequenza di “S”, ovvero il complesso delle curve Maggots-Becketts-Chapel, uno dei più spettacolari del calendario. Sorpasso che poi, il buon Nico, ha altrettanto valorosamente restituito a fine gara all’incredibile giovanissimo di casa Red Bull.


Una penalizzazione decisa poche ore dopo la bandiera a scacchi, poi, ha nuovamente ridato a Verstappen il “maltolto”, la seconda posizione. Sì, perché tra Rosberg e il muretto Mercedes è avvenuta via radio una conversazione proibita (i famosi “aiuti” ai piloti, ora vietati). Una semplice indicazione tecnica volta a evitare un danno alla meccanica della monoposto si è trasformata in dieci secondi aggiunti al tempo finale di gara. Cosa che di fatto, visti i distacchi minimi, ha relegato Rosberg in terza posizione. Un fatto che ci lascia abbastanza scontenti, perché queste vetture sono molto complesse dal punto di vista tecnico ed è ridicolo che il pilota non possa ricevere preziose informazioni tecniche dai box sulle regolazioni. Informazioni che certamente non rappresentano un aiuto alla guida o un mezzo sleale verso i rivali…


Al di là di tutto, se per la Mercedes è stato un altro trionfo (senza contatti tra i due alfieri della scuderia tedesca) e per la Red Bull una conferma degli importanti progressi fatti, per la Ferrari è stata un’altra gara da dimenticare. In qualifica Raikkonen (confermato meritatamente per il 2017) e Vettel non sono andati oltre la terza fila. Sebastian, poi, ha patito l’ennesima sostituzione cambio, che lo ha relegato cinque posizioni indietro, complicandogli totalmente la gara. Vettel, tra le altre cose, una volta montate le slick non è stato esente da errori e uscite, tra cui una frenata sbilanciata che ha coinvolto Massa in esterno curva, convincendo i solerti commissari a comminare al tedesco anche cinque secondi da aggiungere al traguardo. Kimi, dal canto suo, ha chiuso come era partito, cioè quinto. Niente podio, un gran premio lontano dai primi e tanta amarezza per questa Ferrari che non riesce a uscire dalle sabbie mobili… Prossimo appuntamento, tra due settimane, all’Hungaroring, dove si concluderà il giro di boa del campionato: tempo di scelte e pensieri per chi è costretto ad inseguire. Tempo di nuove sfide per Hamilton e Rosberg, ormai quasi appaiati in cima alla classifica Piloti…

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