Gp Monaco 2018 - Il pagellone semiserio del Froldi

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Un titolo al film cui abbiamo assistito presso il toboga monegasco? “La grande  noia”. Credo di poter affermare che questa sia stata la gara di F1 “più noiosa di sempre” (Alonso dixit). Oppure “La grande paura”. La lattina volante di un pilota spesso sottovalutato dal team, come Daniel Ricciardo, seppure mezzo ammaccata e “meno gasata” di tutto il fine settimana (per un problema al propulsore) ha vinto un gran premio emozionante come un ottimo sonnifero: narcolessia a go go. Il “vero” vincitore: la grande paura (di sbagliare) dei top driver. Il vero perdente: la formula gomme! Gli pneumatici Pirelli sono inadeguati alla Formula Uno. Impossibili da capire per team, piloti e costruttore.

Il fatto: a neanche un terzo della gara Daniel Ricciardo, che guidava senza particolari patemi d’animo (a Montecarlo come sapete è quasi impossibile superare) ha avuto un calo di potenza del propulsore e non è riuscito più ad inserire la settima marcia. Nonostante ciò (con tempi più lenti di ben 9 secondi, in certi momenti, rispetto alla pole…in Formula 1 un’enormità), nessuno ha voluto rischiare di superare l’altro. Appunto: la paura come filo rosso che ha unito tutte le “puntate” al Casinò del gran premio. La paura di Ricciardo di non finire il gran premio. La paura di Vettel di attaccare Ricciardo. La paura di Hamilton di avere problemi alle gomme, che erano quasi andate (infatti la Mercedes ha ricominciato ad avere problemi con gli pneumatici a mescola “ultra-morbida”). Il resto: un trenino sfiancante, come spesso si vede a Monaco, ma, a peggiorare lo spettacolo, tremendamente lento, perché Ricciardo ovviamente non poteva spingere e, appunto, nessuno si azzardava a rischiare. A osare. Ma osare (seppur in modo non scriteriato alla Mad Max) non dovrebbe essere la sintesi dei piloti, degli sport motoristici?
 
Ricciardo. Voto: 10 e lode. Se lo merita il buon Ricciardo. Se lo merita perché è sempre stato il più veloce e perché è riuscito ad essere (aiutato dal circuito) più bravo della cattiva sorte. E se lo merita perché il suo è stato un grande gesto dell’ombrello al Team che da tempo, in modo precipitoso, lo ha relegato a seconda guida, preferendogli Mad Max.
 


 

Mad Max. Voto (complessivo): 5. Il voto andrebbe diviso fra qualifica (voto 0) e gara (voto 8). Troppa pressione addosso a Versbatten (colpa del Team) che forse, come dice Lauda, non ha cervello (o non ce l’ha ancora). Si rovina la qualifica con l’episodio fotocopia del 2016. In gara è stato comunque uno dei pochi ad avere osato…e udite udite, in modo pulito.


Ferrari. Voto: 8. Il bicchiere mezzo pieno: qualche punto raccattato per la classifica mondiale piloti e marche. Il bicchiere mezzo vuoto: si doveva vincere e prendere molti più punti. Avrebbe potuto la Ferrari, visto il problema di Ricciardo, inventarsi qualche strategia creativa (tipo pittare di nuovo)? Ammetto di non avere le competenze e mi fido ciecamente delle analisi Cristiano e del Pg. Temo sia un’occasione persa. Il campionato per fortuna è molto lungo.


Vettel. Voto: 7. Non credo potesse fare di più…avrà anche pensato sia ai punti, sia a cosa gli avrebbero detto (vedi Baku) se avesse osato e (facilissimo a Montecarlo) sbagliato. Ma come io l’ho “assolto” a Baku (perché bisogna osare, siamo in F1) lo avrei assolto a Montecarlo.


Raikkonen. Voto: 4. Quando serve (qualifiche determinanti a Montecarlo), non c’è. Fosse partito davanti ad Hamilton, la Ferrari avrebbe recuperato altri punti preziosi.

 

Mercedes. Voto: 9. Hanno limitato i danni, soprattutto con Hamilton (che ormai è dannatamente concreto, anche quando la macchina non è al top). Credo di meglio non potessero fare su questo circuito. Il problema è che, a loro dire, questo era il circuito peggiore…

 
Hamilton via radio. Voto: piangina. Come si lamenta lui…nessuno.

 

Vicenda Mercedes-Sassi. Voto: imbarazzante. Lapalissiano che l’ingegnere, ex babbo della Pu Ferrari 2017, ed ora a libro paga AMG, volesse togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ma che la Mercedes così scopertamente cercasse in tutti i modi di creare problemi alla Ferrari fuori dai circuiti (in ultimo per la questione batterie) mi ha colpito non poco. In definitiva in formula uno sono un pò tutti mezzi pirati, ne convengo, ma allora non date lezioni di moralità ed etica sportiva agli altri. La corazzata tedesca è sembrata come quella bella ragazza che limona con mister Ferrari davanti alla Fia (hanno una comune visione sul futuro della massima categoria automobilistica), ma appena Ferrari si allontana va a fare la spia a Napoleone. Ridiamoci su va!
 
Charlie Withing. Voto: Incredibile. Come mai il direttore di gara si è lasciato andare a dichiarazioni che chiamano pesantemente in causa la Mercedes? Una cosa senza precedenti. Le sue dichiarazioni (relativa sempre al caso-batterie): “Ora siamo contenti che sia tutto in ordine” – ha dichiarato all’edizione domenicale del Daily Mail – “La questione è stata esacerbata da accuse infondate che hanno attraversato il paddock come un incendio. Venivano da un motorista della Ferrari ora alla Mercedes, ma le sue informazioni avrebbero dovuto essere tenute segrete per tutta la durata del suo periodo di gardening leave. Se avessimo avuto un caso difficile, saremmo andati dagli steward, ma non avevamo nulla. Se loro (Mercedes) sentivano di avere qualcosa di sostanziale da mettere in discussione, avrebbero potuto protestare (tramite reclamo ufficiale)”.
 
Ocon. Voto: beata innocenza per una piccola porcata. La regia internazionale non ha indugiato molto sull’appecoramento di Ocon appena si è avvicinato Hamilton. Pudore…immagino. Già fa un pò schifo quando lo fa il compagno di squadra (anche se è comprensibile), pensa il pilota di un’altra squadra…che lo fa in quanto pilota targato Mercedes. Le sue dichiarazioni: “Sono pilota Mercedes, devi chiedere al boss (immagino la Mercedes). Non serviva a niente fare la lotta con lui, anche lui era davanti e aveva già fatto il pit, aveva gomme nuove.. è così”. Non commento oltre.

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