I tre grandi addii di domenica prossima

I tre grandi addii di domenica prossima

Domenica ad Abu Dhabi 3 grandi piloti saluteranno. Uno, Fernando Alonso, la F1, altri due, Raikkonen e Ricciardo, le squadre che li hanno resi forti e vincenti, con il finlandese che è ancora l’ultimo pilota ad aver vinto il titolo con la Ferrari

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Domenica ad Abu Dhabi 3 grandi piloti saluteranno. Uno, Fernando Alonso, la F1, altri due, Raikkonen e Ricciardo, le squadre che li hanno resi forti e vincenti, con il finlandese che è ancora l’ultimo pilota ad aver vinto il titolo con la Ferrari

Fernando Alonso è il caso più clamoroso di incompiuto; forse il pilota con maggiore talento del dopo Schumacher, dopo 2 titoli mondiali conquistati con una vettura non irresistibile come la Renault, Fernando ha rincorso, per 12 anni, la macchina migliore, sbagliando sempre non tanto le scelte, quanto la tempistica, e il suo carattere non proprio accomodante di sicuro non lo ha aiutato. Prima alla McLaren Mercedes, dove non andava d’accordo con un giovane Lewis Hamilton, contratto subito rotto e di nuovo in Renault, che non andava, poi finalmente in Ferrari, contro l’irresistibile Red Bull dei 4 titoli consecutivi, infine, frustrato dagli “zero tituli” con la rossa, rompe di nuovo il contratto e accetta la scommessa della Mc Laren-Honda; sappiamo com’è finita. Poco tempismo, come minimo, e troppe lamentele, (i suoi “no-power” alla McLaren sono diventati leggendari, cosi come “abbiamo un motore da GP2” pronunciato proprio a casa della Honda nel 2015) sulle scarse prestazioni delle vetture. Potrebbe tornare già nel 2020, chissà. Intanto correrà in formula Indy, inseguirà la tripla corona; auguri


Kimi Raikkonen lascia la Ferrari, per la seconda e ultima volta, dopo 5 stagioni in verità non esaltanti, non solo per colpa sua: una macchina poco competitiva fino al 2016, e un pilota più giovane e motivato come Vettel (ma probabilmente non più forte), lo hanno di fatto ridotto al ruolo di seconda guida, costringendolo in più di una occasione a farsi da parte e lasciare passare il 4 volte campione del mondo. Spesso abulico, poco continuo, nel recente Gp del Texas ha finalmente tolto lo zero dalla casella delle vittorie nella sua seconda esperienza in rosso, ma questo non può bastargli, cosi come non è bastato alla scuderia, che ha finalmente deciso di puntare su un giovane motivatissimo come Leclerc (Vettel probabilmente non ne sarà contento..) che a Maranello sperano abbia lo stesso talento di Verstappen, magari senza i suoi eccessi. Di Iceman ci mancheranno i commenti secchi, la schiettezza e la lontananza dalle frasi fatte e dalla banalità; francamente, alla soglia dei 40 anni, fatichiamo a capire perché voglia ancora gareggiare con una vettura come l’Alfa-Sauber con la quale, al massimo, potrà arrivare nei primi 10: comunque, correrà ancora per una macchina quasi italiana…auguri

Daniel Ricciardo lascerà la Red Bull, che ha deciso di puntare tutto su Verstappen. Non lascerà invece la Renault, anzi andrà a correre per la casa madre. Da mesi separato in casa, il simpatico italo-australiano, uno dei più forti in circolazione, famoso per i suoi formidabili sorpassi “impossibili” in staccata, ha deciso che preferiva fare la prima guida in una scuderia attualmente non vincente, ma dal grande potenziale e che investe tantissimo nella F1 (anche se proprio ieri il presidente Ghosn è finito in carcere), piuttosto che vivere all’ombra del giovane olandesino in Red Bull, che a sua volta si separerà non solo da Ricciardo, ma anche dalla Renault, che se ne andranno quindi a braccetto, montando i motori Honda. Vincitore di 7 gran premi, tutti in Red Bull, Ricciardo per ora sembra ripercorrere le orme di Alonso; arrivato nella scuderia anglo-austriaca troppo tardi, quando ormai il suo dominio era ormai alla fine e cominciava quello della Mercedes, gli auguriamo che non se ne vada dalla Red Bull quando ricominciasse a vincere...auguri anche a lui


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alonso | ricciardo | raikkonen | 2019 |


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