GP di Monaco, storia del più prestigioso appuntamento del circus

GP di Monaco, storia del più prestigioso appuntamento del circus

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Mentre ancora non si sa cosa sarà del mondiale di Formula 1 2020, l’unica certezza è che quest’anno non si correrà il Gran Premio di Monte Carlo, l’appuntamento più prestigioso del circus e una delle gare più ambite da tutti i piloti del mondo. Assieme alla 500 miglia di Indianapolis e alla 24 Ore di Le Mans, la vittoria del GP di Monaco fa parte della celebre “Triple Crown”, titolo al quale Fernando Alonso ambisce - senza successo - già da diversi anni e, al momento, conquistato esclusivamente da Graham Hill (padre di Damon Hill, iridato nel 1996), unico pilota, finora, ad essere riuscito in questa storica impresa.

Il GP di Monte Carlo, che negli anni ha conquistato un posto di rilievo fra gli eventi più importanti del jet set mondiale, è solo la ciliegina sulla torta della kermesse di appuntamenti che tutti gli anni hanno luogo entro i confini del secondo stato più piccolo del mondo (dopo il Vaticano). Restando in tema motorsport, non possiamo non menzionare il famoso Rallye di Montercarlo che ogni anno raduna migliaia di appassionati assiepati ai bordi delle sue speciali. Se il motorsport la fa da padrone, fra i vari eventi che negli ultimi anni si sono disputati nella prestigiosa cornice del Principato di Monaco non si può dimenticare il prestigioso EPT, tenutosi lo scorso anno proprio a Monte Carlo e vinto dal tedesco Manig Loese.


Le motivazioni che hanno portato il GP del Principato a raggiungere questo status sono molteplici e sono legate al passato storico della Formula 1, quando questa disciplina era appannaggio principalmente di ricchi gentiluomini con la passione delle auto, persone perfettamente in linea con il lussuoso e spumeggiante stile di vita che si respira fra i casino e i lussuosi hotel del Principato monegasco. La storia di questo prestigioso appuntamento inizia nel 1929 quando Anthony Noghès, figlio del presidente della SAVM (l’antenato dell’automobile club di Monaco) Alexandre Noghès, venne inviato in Inghilterra all’AIACR (International Association of Recognized Automobile Club - antenato dell'attuale FIA) per sollecitare l’adesione del suo club all’associazione. La richiesta venne tuttavia respinta perché fino a quel momento il club monegasco non aveva mai creato eventi sportivi sul proprio territorio: in tutta risposta Anthony Noghès propose di organizzare una gara tra le strade del Principato. Per dare il via ai lavori e all’organizzazione venne richiesto l’aiuto di Louis Chiron (dal quale prende il nome la moderna Bugatti Chiron), pilota automobilistico monegasco. Fu così che Anthony Noghès e Louis Chiron si misero al lavoro per disegnare il circuito di un tracciato che, dalla prima edizione del 1929 (vinta da William Grover-Williams su Bugatti) non ha subito alcun cambiamento radicale.

PHOTO BY PIXABAY

Dal 1929 ad oggi il GP di Monte Carlo, oltre a essere una presenza costante in Formula 1 (il GP è in calendario da quando la F1 venne istituita nel 1940 e lo si è corso ogni anno), ha segnato alcuni degli episodi sportivi più emozionanti, eccitanti e drammatici di questo pericoloso sport, riportando anche la moderna e ipertecnologica Formula 1 alle sue più pericolose e ancestrali origini: lo stretto e insidioso percorso del GP di Monaco infatti non perdona il minimo errore, mettendo subito in evidenza l’attitudine dei piloti nel gestire la velocità e la totale mancanza di vie di fuga. Non è un caso che il pilota ad aver conseguito il maggior numero di vittorie a Monaco sia il compianto Ayrton Senna (rimane tuttora memorabile la sua Pole Position ottenuta nel 1990, chiudendo un giro che molti appassionati definiscono “lap of god”). Numerosi altri grandi piloti hanno scritto il loro nome sull’albo d’oro del GP di Monte Carlo, fra cui Michael Schumacher, il recentemente scomparso Stirling Moss, Fernando Alonso, Lewis Hamilton (al momento titolare del giro più veloce di sempre a Monaco). A questi grandi ed emozionanti successi tuttavia fanno da contraltare alcuni episodi molto drammatici, su tutti la morte di Lorenzo Bandini nel 1967, rimasto ucciso dal rogo della sua Ferrari davanti ad una platea di spettatori impotenti.

Modificato in alcuni tratti per migliorare la sicurezza dei piloti e degli spettatori, il GP di Montecarlo è fedele a sé stesso dal 1929 ed è uno dei simboli stessi della Formula 1, simbolo che purtroppo quest’anno verrà a mancare - sempre che lil campionato si correrà - ma che sicuramente tornerà nel 2021, anno nel quale, si spera, la Formula 1 tornerà in tutto il suo splendore.


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