Un motore per domarli tutti

Un motore per domarli tutti

Non ci serve citare Tolkien per capire che la differenza tra fantasia e realtà risiede nei limiti che il solo nuovo motore possa risollevare le sorti della Scuderia del Cavallino. Ma vediamo perché ...

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La Ferrari e tutti i suoi tifosi hanno sicuramente salutato con gioia la disastrosa stagione 2020, una delle peggiori della sua storia, per guardare, come spesso accade, ad un 2021 più luminoso grazie soprattutto a nuova Power Unit, internamente già soprannominata "superveloce"... ma sarà vero?

Nel 2021 rivedremo oltre l'80% della stessa disastrosa e incomprensibile SF1000. Il limitato sviluppo consentito dal regolamento imposto l'anno scorso a causa della pandemia, mette in evidenza  che l'SF21 non potrà essere una rivoluzione ma solo una evoluzione della precedente monoposto, semplicemente perché le squadre non possono fare cambiamenti illimitati, ma dovranno limitarsi a fare aggiornamenti molto piccoli, salvo quelli richiesti dal regolamento.

Anche se la Ferrari ha individuato principalmente nel suo motore gran parte dei suoi guai del 2020 e sta proponendo la sua sostituzione come risposta ai suoi problemi, sembra piuttosto improbabile che arrivi il passo avanti che la squadra e soprattutto i tifosi si aspettano.


La monoposto ha grandi difetti tecnici e quelli saranno difficili da risolvere completamente l'anno prossimo con il sistema dei token. Ci si aspetta un anno meno disastroso, ma pensare ad una Ferrari direttamente in lotta con Mercedes e Red Bull sarà improbabile almeno fino al 2022.

Molto lavoro è stato fatto durante la stagione in corso per riprogettare il propulsore (065) dopo la serie di nuove direttive tecniche sulle portate di carburante e sull'uso di oli additivi, seguite alle indagini della FIA sulle irregolarità del motore durante la stagione 2019.

Questo ha portato ad un accordo segreto siglato lo scorso inverno tra la Ferrari e la FIA che ha costretto il team di Mattia Binotto ad abbandonare i punti di forza della Power Unit 064, per evitare ulteriori sanzioni e naturalmente per proteggere il famoso marchio.

Non c'è stato un giudizio definitivo, una ufficiale dichiarazione di irregolarità - almeno non pubblicamente - ma tecnici e analisti sostengono che il motore 2019 fosse in grado di utilizzare più dei 100 kg/h di carburante imposti dal regolamento attraverso alcune mappature del motore, eludendo in qualche modo il sensore di flusso del carburante che è monitorato dalla FIA.

Entrando nei dettagli tecnici, la Power Unit Ferrari è stata in grado di portare una maggiore quantità di benzina nella camera di combustione sfruttando gli intervalli di tempo della lettura del flusso di carburante del misuratore di flusso (calibrato a circa una lettura al secondo). Sebbene non si tratti di una violazione esplicita del regolamento, poiché la portata di carburante rientrava nella norma tra una lettura e l'altra, la Federazione è dovuta intervenire introducendo quest'anno due flussimetri a cascata, con sensori di lettura a intervalli scaglionati, in modo da rendere impossibile il superamento della portata di 100 kg/h.

Per quanto riguarda l'utilizzo di oli additivi che vanno ad aggiungersi al potere detonante della benzina (non svolgendo quindi solo la funzione di lubrificazione), la FIA ha imposto un limite di utilizzo di oli a 300g per 100km per il 2020, la metà della quantità rispetto alla stagione precedente.

La conseguenza di ciò è che i risultati visti in pista nel 2020 hanno evidenziato la vera debolezza della Ferrari di quest'anno, ovvero la mancanza di prestazioni della Power Unit 065, quando i diretti concorrenti hanno progredito rispetto alla stagione precedente.

I dati suggeriscono che la Power Unit 2020 si è rivelata priva di una cinquantina di cavalli rispetto a quella del 2019, con un distacco di 80 CV dalla Mercedes 2020, che ha progredito notevolmente su questo fronte rispetto all'anno precedente.

Anche l'abolizione del "Party Mode" a partire dal Gran Premio di Monza non è stata sufficiente per avvicinare la Ferrari alle sue rivali.

 

Cosa ci si aspetta nel 2021?

Come dicevamo l'abolizione del Party Mode non ha limitato in modo significativo le prestazioni della Mercedes, e il dominio del team Brackley non si è minimamente fermato. La Power Unit Mercedes fa della parte ibrida il vero punto di forza rispetto ai suoi rivali, ed è proprio su questo fronte che la Ferrari, da quando l'ibrido è arrivato nel 2014, è sempre rimasta indietro rispetto agli ingegneri di Brixworth.

Guardando al 2021, la Ferrari avrà a disposizione una Power Unit riprogettata quasi da zero, che il capo del team Mattia Binotto con fiducia ha più volte detto che sarà in grado di colmare il gap di potenza.

"Posso confermare che il motore funziona bene sul banco prova. Credo che, in termini di prestazioni, sia progredito bene. Penso in modo significativo rispetto a quello che è stato il 2020. Penso che torneremo ad essere competitivi come Power Unit. Penso che non saremo i peggiori sul campo, e questa è la sensazione che ho avuto dalle cifre che ho visto sul banco. Ma non posso sapere cosa stanno certamente facendo gli altri, o quanto hanno progredito".

Il nome "superfast" deriverebbe dal fatto che il nuovo motore a combustione interna riuscirà ad anticipare i tempi di scoppio. La nuova Power Unit sarà probabilmente dotata di una nuova turbina più piccola per agire direttamente sul MGU-H, e migliorarne l'efficienza. Ma con ogni probabilità, è sulla parte ibrida che si concentrerà il lavoro degli ingegneri del team di Maranello, alla ricerca dei cavalli perduti.

Il cambio di posizione da parte di Binotto e della Ferrari sull'accordo di congelare i motori l'anno prossimo potrebbe anche suggerire che lui e la squadra sono fiduciosi di aver fatto bene questa volta.

 

E' sufficiente?

E' chiaro che il '21 sarà un anno di transizione per il team Ferrari, indipendentemente dalla Power Unit che il team di Maranello avrà a disposizione.

Il deficit di potenza del motore 2020 ha evidenziato il fatto che la Ferrari, dal punto di vista dell'aerodinamica e del telaio, porta con sé i difetti del passato, difetti che non sono stati in grado di compensare con le scarse prestazioni del motore di quest'anno.

Il regolamento con sviluppo tramite token ha imposto il congelamento di parti importanti della vettura, come il telaio, le parti interne delle sospensioni, il cambio, ecc, che sono già state omologate durante questa stagione e non possono essere cambiate.

La Ferrari ha posto molta attenzione nella zona posteriore, dove con ogni probabilità spenderà i due gettoni che ha a disposizione per modificare le parti interne delle sospensioni e per rimpicciolire i bracci triangolari a fini aerodinamici, come già visto sulla Mercedes W11 di quest'anno.

Sarà inoltre importante poter recuperare la deportanza persa a causa del nuovo regolamento per la prossima stagione. Il fondo sarà semplificato nella zona posteriore. Nel corso della stagione in corso, la Ferrari ha già testato due diverse pre-configurazioni del nuovo fondo, con le quali sono stati effettuati importanti test nelle prove libere di Abu Dhabi per raccogliere dati sul flusso d'aria influenzato dalle nuove modifiche tecniche.

Anche se il motore è buono come crede la Ferrari, probabilmente non basterà a vedere una Rossa sul gradino più alto, ma forse saranno possibili podi più frequenti per Charles Leclerc e il nuovo pilota Carlos Sainz.

Ma i principali vantaggi si vedranno nel 2022, quando l'intera griglia subirà un profondo reset sul lato aerodinamico e meccanico, ma i motori rimarranno invariati e potrebbero essere ulteriormente congelati se tutte le squadre saranno d'accordo.


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motore Ferrari 2021 | power unit Ferrari 2021 |


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