Da Senna a Hamilton, i padroni della F1

Da Senna a Hamilton, i padroni della F1

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La Formula 1, come ogni sport d'élite che si conosca, vive di frequenti cambiamenti, vuoi per questioni legate allo sviluppo delle auto vuoi per il diverso approccio alla guida dei piloti. Nell'era moderna, con il cambio all'elettronica, sembra chiaro che c'è sempre meno spazio per il talento di chi è alla guida, eppure un fenomeno riscontrato nei macro periodi di questo sport è il dominio di alcuni piloti in durante vari anni nei quali si sono distinti per la loro continuità ad alti livelli rispetto ai loro rivali. Oggigiorno è scontato fare riferimento a Lewis Hamilton quando pensiamo al grande dominatore della scena mondiale, con il britannico recentemente diventato campione del mondo per la settima volta nella sua carriera, raggiungendo così il record di Michael Schumacher, per molti il miglior pilota di sempre.


D'altronde, il pilota inglese nato nel 1985 è l'unico a essersi imposto in un mondiale in un periodo superiore ai dieci anni, visto che il suo primo trionfo risale al 2008 e l'ultimo al 2020. Non a caso il pilota della Mercedes è ancora oggi il grande padrone del circo della Formula 1 e il grande favorito alla vittoria del torneo mondiale del 2021 se consultiamo le quote delle scommesse sulla Formula 1 disponibili ora online. Prima del periodo di dominio di Hamilton, tuttavia, ci sono stati altri piloti a fare terra bruciata dal punto di vista non solo della guida ma anche delle vittorie dei titoli iridati.

Il primo in epoca moderna è stato probabilmente Ayrton Senna, pilota brasiliano tragicamente scomparso nel maggio del 1994, quando la sua Williams ebbe un incidente al gran premio di San Marino, a Imola. Il talento di San Paolo, nato nel 1960, è stato per molti il pilota più forte di sempre, sia per il suo modo di guidare, senza mai schivare i rischi, sia per la sua grandissima classe al volante, oltre che per la sua retorica schietta. Il brasiliano, bloccato in alcuni casi dal dualismo con Alain Prost, è stato vincitore di tre titoli mondiali dal 1988 al 1991, instaurando praticamente un dispotismo assoluto in quel periodo, quando al volante della McLaren si rivelò come il migliore dei suoi. Senna tuttavia non era solamente abile nella conduzione della gara nel lungo termine ma era anche e soprattutto un fenomeno nelle qualifiche, come dimostra l'impressionante dato di 65 pole position ottenute in 162 gran premi disputati, una cifra spaventosa.

Dopo Senna è stato il turno di Michael Schumacher, pilota tedesco classe 1969 che è riuscito a trionfare sia con la Benetton sia con la Ferrari. Il teutonico è stato capace d'imporsi in ben sette occasioni tra l'anno 1994 e il 2004, dando dimostrazione di una grande calma e di una grande efficacia al volante delle sue auto. La sua guida e la sua sapienza dal punto di vista dello sviluppo hanno dato tantissimo lustro soprattutto alla Ferrari, che con Schumi alla guida è tornata a vincere un mondiale piloti ventun'anni dopo l'ultimo.

Foto Facebook Skysport



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