Giovinazzi:

Nel corso della lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Antonio Giovinazzi ha dedicato ampio spazio alla sua nuova esperienza in Formula E, soffermandosi sulle aspettative, sui migliori piloti e sulle differenze con la Formula 1.

Di seguito l'estratto delle sue dichiarazioni.

LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI SULLA FORMULA 1 E LA FERRARI

Le parole di Antonio Giovinazzi


Sulla nuova esperienza in Formula E

"Sono pronto? Pronto è un parolone, perché per il tempo che ho avuto, per il giorno e mezzo di test che avevo fatto a Valencia, non posso dire di essere al 100%. Il feeling con la macchina non l’ho ancora trovato. Ho fatto tanto simulatore in Inghilterra in questo ultimo mese, ma non di più, perché la Formula 1 è finita solo a metà dicembre. E poi il simulatore è importante per conoscere la pista, ma non è certo la stessa cosa che stare in macchina. Ho avuto poco tempo per preparare tutto, ma abbiamo fatto il massimo. Che idea mi sono fatto della Formula E? Il primo feeling nel paddock è quello di un ambiente un po’ più rilassato, rispetto a quello della Formula 1. Negli anni passati l’ho seguita e mi piaceva il fatto che a ogni gara ci fossero un pilota e un team vincitori diversi. È un campionato molto competitivo. Conosco la maggior parte dei piloti, ci ho corso contro, con qualcuno persino ai tempi dei kart. So che sono tutti molto forti. Che cosa mi ha convinto a intraprendere l’avventura della Formula E? Quando a metà novembre ho saputo che non sarei più stato in griglia in Formula 1 avevo chiari in mente due obiettivi: quello di continuare a correre di tenermi motivato, perché l’esperienza di fare solo il terzo pilota in F1 l’ho già avuta e so che non è l’ideale. E di farlo in un campionato competitivo e stimolante come è la Formula E. Che come tempistica è perfetto, perché inizio adesso e finisco ad agosto, al momento giusto per capire cosa fare nel 2023. L’altro obiettivo era quello di tenere un piede in Formula 1, con la Ferrari, che ringrazio per l’opportunità che mi lascia come terzo pilota. Ora però mi concentro qui".


Sui migliori piloti della Formula E

"Ce ne sono tanti. Quelli che hanno vinto il campionato negli ultimi anni: Antonio Felix Da Costa, Nyck deVries, Jean-Eric Vergne e poi Stoffel Vandoorne. Qui è più difficile trovare qualcuno che non va. Quasi tutti hanno vinto e hanno dimostrato di andare forte in tante categorie".

Sul modo di guidare in Formula E

"Ho fatto un rookie test nel 2018 (a Marrakech, ndr) però venivo dalla GP2 e il passaggio era un po’ più facile. Ora che vengo da tre anni di Formula 1 sarà più dura. In frenata qui non puoi pestare come in Formula 1, è una frenata molto più leggera, devi controllarla molto. Non c’è il rumore. Non c’è il downforce. La macchina è parecchio, parecchio, diversa. Ai test di Valencia il primo giorno mi ero sentito un po’ perso, ma il secondo già era andata meglio. In questo primo weekend per me la cosa più importante sarà fare chilometri. E poi cercherò di migliorarmi gara dopo gara".

Sulle sue aspettative

"Serve esperienza? È quello che dicono e ripetono tutti i piloti della Formula E. È una cosa che ho notato e che un po’ mi preoccupa. Serve tempo per adattarsi a queste macchine e a questo campionato, in cui tutto è molto diverso. È difficile che uno arrivi e sia subito a mille. Per questo voglio partire coi piedi per terra. Solo quando sentirò la macchina mia inizierò a scegliere obiettivi. Per ora non voglio esagerare, cerco un approccio di studio".


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