1952

Auguri a Piercarlo Ghinzani

16 gennaio 1952 - Ci sono carriere che non si misurano con le vittorie, ma con la capacità di arrivare fino in fondo. Quella di Piercarlo Ghinzani è una storia che appartiene alla Formula 1 più autentica, quella fatta di gavetta, di occasioni conquistate centimetro dopo centimetro, di stagioni vissute spesso in trincea.

Nato a Riviera d’Adda il 16 gennaio 1952, Ghinzani percorre la strada “classica” del pilota degli anni Settanta: inizia a correre nel 1970, cresce nelle formule minori, approda in Formula 3 e nel 1977 conquista il titolo europeo, un traguardo che all’epoca rappresentava un vero passaporto per l’élite. Non una fiammata, ma il risultato di un percorso solido, costruito nel tempo.

La Formula 1 arriva nel 1981, al Gran Premio del Belgio, con Osella. È l’inizio di una carriera lunga nove stagioni, 111 Gran Premi disputati, vissuti con squadre spesso ai margini della griglia come Toleman, Ligier e Zakspeed. Due soli punti in classifica, è vero, ma ridurre tutto a una statistica significherebbe non capire cosa fosse davvero la Formula 1 degli anni Ottanta.

Era un’epoca in cui arrivare al traguardo era già una vittoria silenziosa, in cui affidabilità e sopravvivenza contavano quanto la velocità pura. Ghinzani è stato uno di quei piloti capaci di tenere in vita una macchina, di portarla a casa quando farlo non era affatto scontato. Un professionista rispettato nel paddock, anche senza titoli da esibire.

Chiusa l’esperienza in Formula 1, il motorsport resta la sua casa. Fonda un team di Formula 3 e diventa una figura centrale del campionato italiano, passando dall’altra parte del muretto con la stessa serietà mostrata in pista. All’inizio degli anni Duemila valuta persino l’ingresso nella neonata Formula 3000 italiana: il segno di una passione mai spenta, capace di reinventarsi.

Il Circus non è fatto solo di campioni del mondo, ma anche di uomini che hanno saputo resistere, crescere e restare.




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