2005

Finisce la favola Jordan GP

Eddie Jordan finalizzò la vendita della sua squadra al Midland Group di Alex Shnaider: la fine ufficiale di un’avventura nata con pochissime risorse, quando nessuno, davvero nessuno, dava una chance a quel piccolo team di Silverstone con la bandiera irlandese nel cuore.

Con il pasaggio di consegne Jordan stava chiudendo un’epoca in cui un outsider poteva entrare in Formula 1 senza essere un colosso industriale. Lo disse lui stesso, con quella fierezza un po’ ruvida di chi ha fatto tutto “dal basso”: 35 anni nel motorsport e la sensazione di essere arrivato fin lì contro ogni logica, “salendo di categoria” passo dopo passo – come Frank Williams, unico altro costruttore che lui riconosceva davvero simile per percorso.

E poi c’è la beffa gentile della storia: i critici avevano dubitato dell’impegno di Midland, e avevano ragione. Nel giro di pochissimo, quel nome sarebbe diventato solo un passaggio di mano, una vernice fresca su una struttura che avrebbe cambiato insegna più volte. Se oggi guardi quella “discendenza”, però, capisci quanto pesino davvero le fondamenta messe da Eddie Jordan. Dalle ceneri della Jordan, fino ai giorni nostri, sono nate (o si sono trasformate) queste scuderie:

  • Jordan (fino al 2005)

  • Midland / MF1 Racing (2006)

  • Spyker (fine 2006–2007)

  • Force India (dal 2008)

  • Racing Point (2019–2020)

  • Aston Martin (dal 2021)

Le targhe cambiano, la fabbrica resta. E con lei restano certe storie: quelle dei “piccoli” che per un attimo hanno fatto tremare i grandi, e di un proprietario capace di vendere… senza mai smettere di appartenere a quel mondo. Anche perché, volenti o nolenti, ogni volta che quella squadra scende in pista oggi, da qualche parte c’è ancora un’eco di quell’Irlanda un po’ romantica e un po’ sfrontata che Eddie Jordan aveva portato in F1.

Dopo la morte di Eddie Jordan il ricordo del team Aston Martin fu commovente: dopo l'ufficialità dell'approdo di Newey al team inglese, Eddie fu invitato a visitare la nuova base, situata accanto al sito originale della Jordan GP;  fu un emozionante incontro con i ragazzi con cui lavorava e che lavorano ancora lì a pochi passi da quel sogno irlandese. 




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