1971

Auguri a Luca Badoer
Arrivato in Formula 1 nei primi anni Novanta, Luca Badoer corre 49 Gran Premi tra il 1993 e il 1999, quasi sempre su vetture fragili, poco competitive, spesso più simboliche che realmente pronte a lottare. È una F1 dura, di sopravvivenza tecnica e mentale, in cui restare in pista conta quasi quanto arrivare al traguardo.

Quando nel 2000 entra stabilmente in Ferrari come collaudatore, la sua carriera sembra definitivamente archiviata sotto la voce “uomini dell’ombra”. E invece no.

Badoer diventa uno degli ingranaggi silenziosi del ciclo più vincente della storia moderna della Ferrari: chilometri su chilometri a Fiorano, lavoro metodico, sviluppo continuo. Dal 1997 al 2010 è una presenza costante, affidabile, rispettata.

Poi, nell’agosto 2009, il destino riapre una porta inattesa. Felipe Massa è fermo dopo il terribile incidente di Budapest, Michael Schumacher – prima scelta della Ferrari – deve rinunciare per problemi al collo. A 38 anni, Luca Badoer torna in griglia, a Valencia, per il 50° Gran Premio della sua carriera.

Non è una favola sportiva, né un ritorno glorioso. È piuttosto il simbolo di una vita passata a servire la Formula 1 senza clamore, ma con dedizione assoluta.

Oggi, nel giorno del suo compleanno, ricordiamo chi ha rappresentato un’altra faccia del motorsport: quella di chi non ha alzato trofei, ma ha contribuito a costruirli.




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