1998

Schumacher-Villeneuve: «tentato omicidio»

Il 6 gennaio 1998 la Formula 1 visse uno dei suoi momenti più surreali, lontano dai cordoli e pericolosamente vicino alle aule di giustizia. In Germania, alcuni procuratori ipotizzarono la possibilità di incriminare Michael Schumacher per tentato omicidio a seguito della collisione con Jacques Villeneuve nel finale del Gran Premio d’Europa 1997, a Jerez.

Un’ipotesi clamorosa, che andava ben oltre la squalifica sportiva già inflitta dalla FIA: esclusione dal mondiale, cancellazione dei punti e una macchia destinata a rimanere nella memoria collettiva. Secondo l’accusa, il contatto deliberato poteva configurare non solo una manovra antisportiva, ma addirittura reati come lesioni gravi, coercizione e guida pericolosa. Una forzatura evidente, figlia di un clima emotivo incandescente. Non mancarono i titoloni sui giornali.

Il gesto, in pista, era stato chiaro: Schumacher, ormai sconfitto nella lotta al titolo, aveva chiuso la traiettoria su Villeneuve nel tentativo estremo di salvare il mondiale. Ma la Formula 1 non è mai stata solo un affare di regole: è anche contesto, consuetudine, cultura del rischio. Ed è proprio lì che l’ipotesi giudiziaria si fermò. Nessuna azione legale venne mai intrapresa.




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