
Il 9 gennaio 2001 Eddie Irvine affonda il colpo, come solo lui sapeva fare. In un’intervista definisce David Coulthard “un perdente”, aggiungendo una delle battute più ricordate di quegli anni:
«Ha tante possibilità di vincere il Mondiale quante io ne ho di vincere alla lotteria. E non gioco alla lotteria».
Una frase che, isolata, potrebbe sembrare solo provocazione. Ma letta nel contesto storico, racconta molto di più.
Due anni prima, nel 1999, Irvine era stato compagno di squadra di Michael Schumacher in Ferrari, e con la rossa aveva sfiorato il titolo mondiale, arrivando secondo nella classifica piloti in una stagione segnata dall’infortunio di Schumacher a Silverstone. Per settimane, Eddie era stato realmente in corsa per il Mondiale.
Nel 2001, invece, i ruoli si erano capovolti. Coulthard chiudeva secondo nel Mondiale, il miglior risultato della sua carriera, ma a distanza siderale da Schumacher, dominatore assoluto di quella stagione. Irvine, ormai alla Jaguar, navigava nelle retrovie, dodicesimo, con una macchina lontanissima dalle ambizioni di Maranello.
Col senno di poi, la storia non ha smentito nessuno dei due. Coulthard non diventerà mai campione del mondo. Irvine non vincerà mai alla lotteria.