1977

Il giorno nero del Fuji

Il 23 ottobre 1977, sul circuito del Fuji, la Formula 1 corre la sua ultima gara stagionale sotto una pioggia battente. È una domenica di quelle che segnano un’epoca, sospesa tra gloria e tragedia.

James Hunt vince con la McLaren M26, conquistando la decima e ultima vittoria della sua carriera. Ma nessuno, nel paddock, ha davvero voglia di festeggiare.

Hunt, che solo un anno prima aveva incendiato il mondo con il suo titolo mondiale, appare ormai stanco, disilluso, distante da una Formula 1 che sta cambiando. Al Fuji, più che vincere, sembra chiudere un cerchio: quello del pilota ribelle, geniale e autodistruttivo, che viveva di notte quasi quanto di giorno.

Dietro la facciata sportiva, il weekend giapponese è stato un lento precipitare verso il dramma. Al sesto giro, la Ferrari di Gilles Villeneuve entra in contatto con la Tyrrell di Ronnie Peterson: la monoposto del canadese decolla e finisce oltre le barriere, travolgendo alcuni spettatori. Due persone perdono la vita, altre restano ferite.

Villeneuve, che fino a quel momento era il simbolo della nuova generazione di piloti, scoprirà solo dopo la gara la gravità di quanto accaduto.

Fuji 1977 è la perfetta fotografia della Formula 1 degli anni Settanta: velocissima, imprevedibile, pericolosa. Una corsa in cui la linea tra il coraggio e la follia era sottile come il profilo di un cordolo bagnato.




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