2005

Adrian Newey firma con la Red Bull

Ci sono date che non segnano un traguardo, ma un’origine.

L’8 novembre 2005 non si disputava alcun Gran Premio, eppure quel giorno la Formula 1 cambiò direzione: Adrian Newey, il genio silenzioso che aveva disegnato le monoposto campioni del mondo con Williams e McLaren, lasciava Woking per una giovane scuderia ancora acerba, Red Bull Racing.

Un salto nel vuoto, dissero molti.

Newey, stanco dei compromessi, accettò la sfida di un progetto ancora senza risultati ma con visione, libertà e risorse. Dietro la scelta, una promessa: poter creare senza limiti, costruire un team tecnico dal foglio bianco, lavorare su aerodinamica e filosofia del veicolo in modo radicale.

Quel sì cambiò tutto.

Nel 2009 arrivò la prima vittoria, nel 2010 il primo titolo mondiale con Sebastian Vettel. Da allora, la firma invisibile di Newey ha attraversato l’epoca V8, l’ibrido e l’era del dominio Red Bull-Verstappen. Tutto ebbe inizio in un giorno di novembre, lontano dai riflettori delle piste, ma decisivo quanto un sorpasso all’ultima curva.

E oggi la storia sembra ripetersi. Newey ha scelto di rimettersi in gioco, accettando la nuova sfida con Aston Martin e un cambio regolamentare epocale nel 2026 che potrebbe esaltare ancora una volta la sua genialità. Perché, come diciotto anni fa, Adrian Newey non insegue il passato: lo disegna.




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