
Robert Kubica corre la Ronde di Andora con una Škoda Fabia S2000: un’uscita di strada, un guard-rail che entra nell’abitacolo, e in pochi secondi la carriera che sembrava lanciata verso l’élite si trasforma in una battaglia molto più lunga di un Gran Premio. Le ferite sono devastanti, l’intervento è complesso, la riabilitazione diventa una seconda vita.
Perché Kubica, nel 2011, non era “solo” un talento: era un pilota che molti nel paddock vedevano pronto per il salto definitivo. E qui arriva il dettaglio che fa male: anni dopo, lui stesso confermerà di aver firmato un accordo per correre in Ferrari nel 2012. In pratica, quell’incidente non gli ha tolto soltanto una stagione: gli ha probabilmente portato via la traiettoria.
La cosa più potente, però, è ciò che succede dopo. Kubica non si aggrappa alla nostalgia: si aggrappa al volante. Torna, si rimette in gioco, risale su una Formula 1 nel 2019 con la Williams, in un anno durissimo, e riesce perfino a prendersi un punto nella folle domenica di Hockenheim: una piccola riga in classifica, enorme per tutto quello che c’era dietro.
Poi resta nell’orbita del Circus, tra ruoli da reserve e apparizioni, senza mai chiedere sconti, senza mai trasformarsi in un personaggio “da copertina”.
E quando sembra che la sua storia sia destinata a rimanere appesa per sempre a quel guard-rail ligure, Kubica trova un altro modo di essere pilota. Nel 2025 vince la 24 Ore di Le Mans con la Ferrari 499P di AF Corse: non una parentesi romantica, ma un successo costruito con stinti pesanti, gestione, freddezza, e la capacità — rarissima — di reggere il peso delle ore quando tutti sono stanchi davvero. E sì: Le Mans è anche una tappa del WEC, quindi quella vittoria vale dentro il Mondiale Endurance, nel cuore della sfida più lunga.
Kubica è uno di quei casi che ti ricordano che il talento conta, ma non basta. La velocità può portarti in alto; la testardaggine lucida, quella che non fa rumore, può riportarti indietro dal bordo. Il 6 febbraio 2011 gli ha cambiato la vita. Lui, senza retorica, ha deciso che non gli avrebbe cambiato il finale.