
Non Ferrari, non Mercedes, non Honda. Il 4 giugno 1967, sul circuito di Zandvoort, debuttava nel Mondiale di Formula 1 un motore destinato a diventare una leggenda: il Cosworth DFV. Dietro il suo nome si nascondeva una rivoluzione tecnica che avrebbe segnato intere generazioni di piloti, team e appassionati.
La prima apparizione non fu una semplice comparsa. A portarlo al successo ci pensò subito Jim Clark con la Lotus 49. Lo scozzese partiva soltanto dalla terza fila dopo alcuni problemi in qualifica, ma in gara trasformò una domenica grigia e ventosa in una dimostrazione di talento puro. Dopo il ritiro del compagno di squadra Graham Hill, Clark iniziò la sua rimonta fino a conquistare la vittoria con ben 23 secondi di vantaggio su Jack Brabham.
Quel successo fu l’inizio di un’epoca.
Progettato da Keith Duckworth e Mike Costin, il DFV introdusse soluzioni avanzatissime per l’epoca, come le quattro valvole per cilindro, ma soprattutto cambiò il modo stesso di concepire una monoposto. Il motore diventava parte strutturale della vettura, contribuendo alla rigidità del telaio e aprendo una nuova strada progettuale.
Negli anni successivi il Cosworth DFV sarebbe diventato il motore più iconico della Formula 1: 155 vittorie nei Gran Premi, 12 titoli piloti e 10 titoli costruttori, numeri che ancora oggi nessun altro propulsore ha saputo eguagliare in termini di successi assoluti. La sua storia andò ben oltre la Formula 1, con vittorie anche alla 24 Ore di Le Mans e alla Indianapolis 500.
E pensare che tutto iniziò in un pomeriggio nuvoloso d’Olanda, quando Jim Clark tagliò per primo il traguardo senza sapere che stava inaugurando una delle dinastie tecniche più straordinarie nella storia del motorsport.
Daniele Muscarella per formula1.it
LinkedIn Glenn Warrington