1957

GP Ungheria 2002: doppietta Ferrari - Record GP Pescara

Il 18 agosto 1957 la Formula 1 visse un evento unico e irripetibile: il Gran Premio di Pescara, corso sul leggendario Circuito di Pescara. Con i suoi 25,8 km, è stato il tracciato più lungo mai utilizzato in un GP di F1.

Quel giorno a trionfare fu Stirling Moss con la Vanwall, davanti a Juan Manuel Fangio e Harry Schell. Moss dominò la corsa dopo che Luigi Musso si ritirò per un problema meccanico. Fangio, che era al comando, subì un calo di prestazione a causa di un problema al motore, permettendo a Moss di superarlo e vincere. Fu una gara estenuante, con velocità notevoli su strade normalmente percorse da contadini, biciclette e carretti: rettilinei interminabili, curve cieche in mezzo ai paesi, muretti a secco e persino tratti che costeggiavano il mare Adriatico.

Il GP di Pescara fu inserito in calendario come "evento extra" per rimpiazzare il Gran Premio del Belgio, annullato in quell'anno. Rimase un'edizione unica nella storia della Formula 1 e fu teatro della storica "Coppa Acerbo" sin dagli anni '20. Il circuito pescarese era leggendario ma anche pericolosissimo: 46 km nei primi anni, poi ridotti a 25,8, con salite, discese e lunghissimi rettilinei dove le F1 sfioravano i 300 km/h.

Fu la prima e ultima volta che il mondiale fece tappa a Pescara. Dopo il 1957, le norme di sicurezza non permisero più gare di F1 su tracciati tanto estremi. Ma quel giorno è rimasto nella memoria come l'ultima grande avventura su strada aperta della Formula 1


 

2002

GP Ungheria 2002: doppietta Ferrari - Record GP Pescara

All’Hungaroring la Ferrari completò una nuova doppietta: Rubens Barrichello vinse dalla pole davanti a Michael Schumacher, che segnò anche il giro più veloce. Terzo Ralf Schumacher con la Williams-BMW. Ancora una doppietta in Ungheria, come l’anno prima, ma a parti invertite.

Quel risultato consegnò matematicamente alla Scuderia il titolo costruttori 2002, il quarto consecutivo, con ben quattro gare d’anticipo. Un traguardo che certificava la supremazia della F2002, monoposto capace di coniugare velocità e affidabilità come poche altre nella storia della Formula 1.

Michael Schumacher era già campione del mondo piloti dal mese di luglio, ma a Budapest toccò a Barrichello prendersi la scena con la sua seconda vittoria stagionale. I più maliziosi pensarono che gli fu concessa la vittoria solo perché Schumacher era già campione del mondo.

Il Gran Premio d’Ungheria 2002 rimane nella memoria per la facilità con cui le Rosse dominarono gli avversari, in un Mondiale trasformato ormai in una quasi “noiosa” marcia trionfale




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