
28 agosto 1994 - Spa-Francorchamps.
Michael Schumacher vince una delle edizioni più strane del GP del Belgio, vittoria rapidamente trasformata in squalifica: dopo aver tagliato il traguardo davanti a Damon Hill, il tedesco fu squalificato per l’eccessiva usura del fondo piatto della sua Benetton. La vittoria passò così nelle mani del pilota britannico, in piena rincorsa mondiale.
Ma di quello strano weekend restano impresse soprattutto le immagini della chicane provvisoria installata all’Eau Rouge, un “rattoppo” deciso dalla Federazione per ridurre la velocità in un punto diventato improvvisamente troppo pericoloso. Era la risposta immediata a una stagione segnata dalle morti di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, con un paddock che faticava ancora a elaborare quel dolore.
In quella gara si avvertì l’urgenza di cambiare le regole, di aumentare i controlli e modificare i circuiti per proteggere i piloti. Spa 1994 resta il simbolo di una paura che sembrava dimenticata e improvvisamente tornava protagonista.

28 agosto 1988 – Spa-Francorchamps. Ayrton Senna scrive un’altra pagina della stagione più dominante della McLaren. Con la sua MP4/4 spinta dal motore Honda, il brasiliano conquistò la vittoria davanti al compagno Alain Prost, ribadendo una supremazia schiacciante: quell’anno il team di Woking vinse 15 gare su 16, un dominio che all'epoca non aveva eguali. La McLaren detenne questo record per 35 anni, fino a quando non fu superato dalla Red Bull nel 2023.
Il weekend belga mise in evidenza due facce della stessa medaglia: da un lato la straordinaria potenza tecnica e mentale di Senna, capace di piegare Spa con la sua solita perfezione al volante, dall’altro la già accesa e profonda tensione interna con Prost. I due, in quella stagione, si contendevano il titolo a colpi di vittorie e gesti polemici, gettando le basi per una delle rivalità più famose della storia della Formula 1.
Spa 1988 non fu solo una vittoria: fu la conferma di un’epoca, quella delle turbo McLaren-Honda, in cui Senna cominciava a forgiare la sua leggenda proprio sulle piste più esigenti. E Spa, con la sua Eau Rouge da brivido e i saliscendi delle Ardenne, era il palcoscenico perfetto per mettere in mostra il talento di un pilota che amava domare i circuiti più difficili.