
Il 24 settembre 2000 la Formula 1 corse per la prima volta nella sua storia a Indianapolis, sul nuovo tracciato ricavato all’interno del leggendario ovale. Lì dove da un secolo si celebrava la 500 Miglia, tempio dei motori americani, sbarcava la Ferrari di Schumacher con un mondiale ancora in bilico.
Fu una gara segnata dalla pioggia intermittente, dalle Safety Car e dalle insidie di una pista sconosciuta. Ma Michael non tremò: partì davanti, dominò e approfittò del ritiro di Coulthard e Hakkinen. Davanti a un pubblico oceanico, la Rossa si impose con una freddezza che profumava di destino.
E non fu solo una vittoria: fu una doppietta Ferrari, con Schumacher davanti a Barrichello e Frentzen terzo su Jordan. Un trionfo che rese ancora più iconico quel giorno.
Indianapolis non fu soltanto un successo sportivo: fu il momento in cui la Ferrari smise di inseguire i fantasmi e prese in mano il suo futuro. La pista più leggendaria d’America consacrò l’inizio del trionfo iridato atteso da 21 anni.