
Il 4 settembre 2005 Monza tornò a celebrare la sua essenza: la velocità. Juan Pablo Montoya guidò la McLaren-Mercedes come un bisturi sull’asfalto, dalla pole (per retrocessione di Raikkonen) alla vittoria, in una gara senza sbavature. Dietro di lui Fernando Alonso, ormai proiettato verso il titolo, e Giancarlo Fisichella, che regalò all’Italia la gioia del podio.
Penalizzato in griglia, Kimi Räikkönen rimontò furiosamente fino al quarto posto e firmò il giro più veloce, registrando in gara la velocità massima record di 370,1 km/h: qualcosa che spiega benissimo perché Monza è definito il Tempio della velocità. Il record è stato battuto 11 anni dopo da Bottas in Messico, grazie all’aria rarefatta, con 372.5 km/h.
Fu un Gran Premio che tenne fede al suo mito: dominio, coraggio e l’adrenalina di un record di velocità che resta tra i simboli di quell’epoca.