Lapo Elkann: «Gianni Agnelli ha salvato la Ferrari, amava Schumi e Villeneuve. E su Senna...»
Tempo di lettura: 5 minuti

Sono trascorsi ormai vent’ anni dalla scomparsa, nel Gennaio del 2003, di Gianni Agnelli. Un personaggio dall'indiscussa rilevanza nella storia dell'industria dell'automobile, dell'imprenditoria, della politica, della storia d'Italia nella seconda metà del secolo scorso.

L'avvocato, oltre ed essere un personaggio senza necessità di presentazioni, ha giocato un ruolo da assoluto protagonista anche nella storia della Ferrari e della Scuderia Ferrari.

Un uomo capace di dare un futuro al Cavallino a partire dal 1969, con l'acquisizione dell'azienda da parte della FIAT, dopo il fallimento della trattativa con Ford. Fu anche capace di garantire, nella seconda metà degli anni '90, a Luca Cordero di Montezemolo e a tutta la Scuderia il massimo supporto, politico ed economico, per costruire uno dei cicli di successi più duraturi nella storia della Formula Uno.


In occasione del ventennale dalla scomparsa di Gianni Agnelli, di fatto, molte sono le interviste e le testimonianze in sua memoria di personaggi che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui o anche solamente di conoscerlo. Degna di nota, indubbiamente, è quella rilasciata a Walter Veltroni per la rivista 'Oggi' da parte di suo nipote Lapo Elkann.

Per prima cosa il fratello del numero uno di Stellantis ha voluto ricordare il lavoro del nonno, sia nel dare una dimensione internazionale all'azienda di famiglia, sia nel garantire una proprietà italiana a Ferrari, battendo la concorrenza di Ford. Inoltre ha tenuto ad applaudire il grande lavoro che ad oggi John Elkann, vero erede di Gianni, svolge nella gestione delle varie aziende del gruppo.

"Se non fosse stato per lui, la Ferrari sarebbe finita alla Ford. Mio nonno amava la sua patria e la difendeva. Lui aveva ereditato l’azienda dalla sua famiglia, l’aveva fatta crescere e proiettata su scala internazionale. Credo che oggi sarebbe contento di vedere che quella storia continua, e bene. Il merito è di mio fratello John, che svolge un grande lavoro nel continuare la storia della FIAT".

Lapo Elkann: «Gianni Agnelli ha salvato la Ferrari, amava Schumi e Villeneuve. E su Senna...»

Lapo ha poi spostato maggiormente il focus sulla Ferrari, azienda per cui suo nonno stravedeva, sia per la bellezza delle vetture prodotte sia per le forti emozioni provenienti dalle gesta in pista dei piloti. Piloti che, se vincenti o talentuosi, venivano apprezzati da Agnelli: Michael Schumacher, Gilles Villeneuve e Ayrton Senna su tutti.

«Lui stravedeva per la Ferrari, il gusto non si compra. Il suo pilota preferito era quello che vinceva, per questo credo che abbia amato Michael Schumacher. Poi gli piaceva Gilles Villeneuve, il suo modo di guidare. E Ayrton Senna, che se non fosse morto in modo così tragico, nel 1995 sarebbe venuto in Ferrari. Amava il talento e il coraggio e li riconosceva anche negli avversari. Era un vero uomo di sport».

Sempre restando in orbita Ferrari, Elkann ha ricordato il ruolo primario e le lungimiranti scelte dell'Avvocato nello scegliere le persone giuste per permettere alla Ferrari, sul finire degli anni '90, di tornare a vincere un Formula Uno dopo moltissime stagioni di digiuno.


"Per tornare a vincere scelse le persone giuste al posto giusto: Luca di Montezemolo come preesistente, Jean Todt come team principal e Michael Schumacher al volante".

Leggi anche: Ferrari sempre campione a gennaio. Rumors e dati al simulatore non bastano più

Foto www.causeur.fr

Foto f1grandprix.motorionline.com

Foto www.causeur.fr


Tag
ferrari | gianni agnelli | lapo elkann | schimacher | senna |


Commenti
-
Formula1.it

In occasione dei 20 anni dalla scomparsa di Gianni Agnelli, molte sono le interviste e le testimonianze ...

Lascia un commento

Per commentare gli articoli è necessario essere iscritti alla Community F1WM.

Inserisci i dati del tuo account dal link "Log In" in alto, se non sei ancora un utente della nostra Community, registrati gratuitamente qui.

Registrati



Community Formula1.it