Dopo due stagioni difficili, nel 2024 il team Mercedes sarà chiamato a risalire la china e tornare a lottare costantemente per pole position e vittorie con la Red Bull. Per farlo si affida alla nuova vettura, la W15, che è stata presentata nella mattinata di oggi e che, come da aspettative, si pone in linea di discontinuità (pur non totale) con l'ultima evoluzione della monoposto 2023. L'ultima Mercedes di Lewis Hamilton rappresenta, dal punto di vista cromatico, un parziale ritorno al passato, reintroducendo il grigio sulla livrea, almeno nella zona anteriore (sintomo del raggiungimento del limite di peso minimo?).
Passando alla sostanza, partendo dall'anteriore, la nuova nata a Brackley presenta un'ala con il naso ancorato al secondo flap (di corda notevole), anziché al main plain. Ala che presenta dei flap ondulati nella zona centrale e che, gradualmente, degradano verso la zona dell'endplate a ricercare l'effetto outwash. Sul main plain si ha un notevole svaso nella zona centrale, per massimizzare la portata d'aria verso il sotto vettura. Gli endplate sono invece stondati nel bordo d'attacco e votati alla ricerca dei vortici in quello d'uscita. Notevole poi lo "scavo" nella zona posteriore del muso.

A livello sospensivo resta lo schema push-rod, con il triangolo superiore quasi a sbalzo sulla scocca ed inclinato alla ricerca dell'effetto anti squat. A livello inferiore il triangolo è allineato con il braccetto dello sterzo. Interessanti i sidepods, di sezione triangolare che si sviluppano verso l'avantreno e che si pongono sopra l'ingresso dei Venturi, con delle fence squadrate e avanzate a schermare le turbolenze figlie del rotolamento della gomma anteriore. Canali Venturi che, probabilmente sono stati sviluppati a partire dall'ultima evoluzione (con un fondo a sezione variabile) introdotto alla fine del 2023 nel GP degli Stati Uniti.. Sempre in questa zona sono stati confermati i coni anti-intrusione laterale nel pavimento. Sopra i sidepods restano i supporti ad "L" degli specchietti.
Nella zona posteriore ai sidepods si ha un andamento della pancia prima rettilineo e poi a formare uno scivolo alla ricerca dell'effetto down-wash (simile alla specifica della W14.B portata in pista a partire dal GP di Monaco), per spostare i flussi verso il marciapiede e la zona del diffusore. Pancia dove è stato ricavato un notevole sottosquadro per portare quanta più aria possibile verso il retrotreno e ridurre il drag della vettura. A livello di fondo è stato rivisto il bordo d'uscita del marciapiede dove, per massimizzare il sigillo pneumatico sono stati realizzati degli slot. Notevole il lavoro di miniaturizzazione della meccanica, tale da permettere una notevole estensione della shark-finn sopra la cupola e una carrozzeria estremamente aderente alla power unit nella zona davanti al diffusore, per massimizzare la portata d'aria a retrotreno.

Resta l'airbox di forma stondata e tripartito, nella cui zona inferiore è stato confermato il "vassoio" per incanalare i flussi verso la zona inferiore dell'ala posteriore e verso la beam wing, che si sviluppa su due livelli. Vassoio dove sono state posizionate le branchie di raffreddamento per espellere l'aria calda del motore. Al posteriore è stata promossa la sospensione push-rod, con il triangolo superiore orientato verso l'anteriore, con il terzo elemento alloggiato nella trasmissione, e inclinato per ricercare l'effetto anti-squat. Dietro si ha la struttura deformabile a cui è ancorato il supporto a singolo pilone dell'ala posteriore, con andamento "a cucchiaio" nella zona centrale.
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