Vanzini: «Il BOP in Formula 1 sarebbe un insulto. Servirebbe invece...»
20/03/2024 12:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Per quanto si possa essere appassionati di Formula 1, non si può negare che l'attuale dominio della Red Bull stia facendo perdere appeal nello sport. Gli ascolti in televisione sono sempre meno, visto che per molti non ha senso guardare un GP sapendo che il vincitore sarà sempre Max Verstappen. Eppure non si può fare altro che inchinarsi davanti all'ottimo lavoro fatto a Milton Keynes e allo stato di grazia in cui è l'olandese. Inoltre, per spezzare una lancia a loro favore, nella classe regina del motorsport ci sono state sempre queste ere di dominio, più o meno marcate. 

Per questo motivo, è da tempo che Carlo Vanzini inneggia, in modo provocatorio, all'introduzione del BOP, ossia il Balance of performace. Questa è una soluzione del WEC e consiste nel mettere una zavorra alle vetture che hanno un vantaggio tecnico superiore alla media. Per il giornalista, però, in Formula 1 non si dovrebbe aggiungere un peso, quanto mettere un'ulteriore riduzione alle ore di galleria del vento, o richiedere che il vincitore inizi a lavorare sulla macchina più tardi rispetto alla competizione. In un recente video sul suo canale Youtube, però, il presentatore di Sky ha fatto un passo indietro, affermando che questa scelta "non solo sminuirebbe il lavoro della Red Bull, ma, ancora peggio, sarebbe come dare degli stolti ai 4000 e passa ingegneri delle altre scuderie".

Vanzini ha lanciato però un'altra provocazione: togliere la guida dell'ingegnere di pista. "C'è la sensazione che il pilota sia diventato un optional, teleguidato dal box, "safe fuel". Target lap time", Save tyres", etc .. Annullando di fatto le variabili. Quello delle comunicazioni e del coaching è un grandissimo mistero considerando che uno dei punti fermi del regolamento sportivo è proprio "il pilota deve guidare da solo, senza aiuti!". Se un team fosse sempre ligio a questa regola in un week end, potrebbe fare reclamo e per forza cosa vincerebbe perché la regola è molto chiara. Sembra ormai più una competizione per ingegneri che per piloti. Ok, lo è sempre stato, ma adesso si esagera. Gestione gomme come se fossimo nell'endurance, analisi maniacale di milioni di dati, inutili impegnarsi in bagarre se non è la tua gara, ma allora bisognerebbe creare una classifica a punti sulle diverse qualità della macchina e perché no, 10 punti a chi crea meno emissioni", ha scritto il giornalista sul magazine Autosprint.

Foto copertina www.youtube.com

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