Il 15 novembre del 2020 Lewis Hamilton vinse il Gran Premio di Turchia e si laureò campione del mondo per la settima volta in carriera, eguagliando così Michael Schumacher.
La sua prestazione ad Istanbul quella domenica fu impressionante, con una gestione della gomma intermedia possibile solo per un talento come lui.
Con quel trionfo, il britannico si consacrò definitivamente nell'Olimpo della Formula 1, realizzando il suo "sogno impossibile" da bambino. Un bambino nato nella fredda Stevenage, cresciuto con l'unico obiettivo di lasciare il segno e diventato una leggenda del motorsport.
Proprio ai bambini idirizzò la sua commossa dedica in un team radio: "Questo è per tutti i bambini che sognano l'impossibile. Ce la potete fare, io credo in voi". Una dedica che sa anche di un discorso al sé di tanti anni fa.

Oggi Hamilton è un uomo, e non uno qualsiasi: è un esempio, un modello da seguire per tante persone che, come lui, non si arrenderanno mai.
Quel settimo titolo lo mise in pari con il grande Michael Schumacher, con la consapevolezza di poterlo superare negli anni a venire.
Consapevolezza che c'è ancora, nonostante tutto quello che è successo da quel 15 novembre 2020 ad oggi: nel 2021 ha avuto la sua grande chance, ma gli è stata strappata via in maniera brutale ad Abu Dhabi.
Nel 2022 e 2023 ha sofferto, concludendo le sue uniche stagioni senza vittoria. Nel 2024 è risorto dalle ceneri. Nel 2025, a 40 anni (che compierà a gennaio), chissà che non possa vincere con la Ferrari.
Sarebbe il lieto fine perfetto di una fantastica storia, che il Re vuole continuare a scrivere; come confermò egli stesso in tempi non sospetti: "Sto lavorando a un capolavoro, e non l'ho ancora finito".
Aspetteremo con ansia che lo finisca, Lewis, ma puoi essere certo che ci hai dato già tanto da raccontare, che non sarai dimenticato tanto facilmente. E sicuramente anche il piccolo Hamilton che "sognava l'impossibile" sarà fiero di te.
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