Ferrari, tra sogno e realtà
Il bello viene adesso, per la Rossa più che per le altre: una coppia come Leclerc-Hamilton non ce l'ha nessun altro e ce l'hanno avuta in pochi in tutta la storia della Formula 1, questa è la pietra di posa delle ambizioni, sacrosante. Poi c’è la pista…

14/03/2025 08:45:00 Tempo di lettura: 2 minuti

Una premessa, dopo che la prima giornata di prove libere è nel frattempo andata in scena: noi la Ferrari, come ogni altra monoposto, eviteremo di giudicarla dopo Melbourne. Innanzitutto perché il valore di una macchina di Formula Uno non si rivela del tutto dopo la prima gara e poi perché il tracciato australiano presenta una serie di peculiarità che potrebbero svantaggiare o avvantaggiare oltremisura più di una scuderia. 

Detto ciò, in ogni caso ci siamo: ora anche i test, con tutte le loro risultanze, stanno per tramutarsi in passato remoto, anche se certamente una serie di dati hanno fornito delle evidenze: McLaren velocissima e affidabile, tra bilanciamento e passo gara; Mercedes brillante soprattutto nella tornata secca; Ferrari che deve progredire nel bilanciamento. 

Il bello però viene adesso, per la Rossa più che per le altre, ci permettiamo di dire e non solo perché le nostre riflessioni sono "Ferraricentriche": una coppia come Leclerc - Hamilton non ce l'ha nessun altro e ce l'hanno avuta in pochi in tutta la storia della Formula Uno, questa è la pietra di posa delle ambizioni, sacrosante. 
A questo si lega una considerazione, o meglio una sensazione: il Cavallino non ha esibito tutto il suo potenziale e, come deduzione logica, stavolta un atteggiamento del genere potrebbe fare comodo, più del solito, al team di Maranello. 

Quanto precisato qui sopra non implica il concetto che la Ferrari diventi la favorita, automaticamente; possiamo però dire che se la realtà confermasse una soglia di stabile competitività, il sogno mondiale sarebbe più legittimo e la percezione della possibilità di vincere, sin dalla prima metà della stagione, sarebbe il primo tra i tanti regali che un popolo in - lunghissima - attesa merita. 

Siamo d'accordo con Charles Leclerc, quando dice che il Mondiale bisogna nominarlo, quantomeno per ricordarsi la legittimità delle ambizioni, che in Ferrari non dovrebbero essere mai messe in discussione. 

Ci sarà poi tempo per capire chi tra lui e Lewis Hamilton le saprà cavalcare meglio, quelle ambizioni, nel pieno rispetto di una bagarre interna che migliori le prestazioni di entrambi; quel che è certo è che più la realtà si avvicina al sogno, più il sogno appare realizzabile. 

In Ferrari danno la sensazione che le cose migliori siano quelle che non ci hanno detto.

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