Il fine settimana del GP dell'Arabia Saudita, a Jeddah, rappresenta indubbiamente un momento delicato della stagione per la Ferrari. Dopo il pessimo avvio di campionato, che ha clamorosamente smentito i proclami invernali e mostrato i limiti della SF-25, in occasione del GP del Bahrain, malgrado un risultato non esaltante, la Rossa ha mostrato dei segnali vita. Insomma, per quanto visto potrebbero esserci elementi per archiviare parte dello smarrimento presente nella GeS. Certo, il condizionale resta d'obbligo, ma dalla tre giorni bahrainita la Rossa potrebbe aver appreso come, pur non essendo ancora a livello dei rivali, la SF-25 non sia del tutto "sbagliata", avendo realizzato un secondo stint di gara (molto migliore di quanto fatto nelle precedenti uscite) a livello, se non migliore, dei rivali. Un lampo, per ora isolato, che potrebbe aver fornito ai tecnici la chiave di volta per comprendere la monoposto ed avviare una risalita.
Insomma, un segnale incoraggiante per il Cavallino, specie in ottica futura, che ha reso giustizia al lavoro di comprensione dell'auto e di affinamento del set-up, oltre che sancito la bontà degli sviluppi implementati che, pur non avendo risolto i mali di progetto, hanno comunque garantito migliori performance. Un passo avanti che è stato certificato anche dalla gara di Hamilton, capace di spingere e attaccare come mai aveva fatto. E, tutto ciò, vorrà essere confermaro dagli uomini in rosso nel delicato, come detto, weekend del GP dell'Arabia Saudita. Una conferma, per ora, giunta solo da parte di Charles Leclerc, che al termine delle FP2 a Jeddah ha ancora una volta mostrato di essere in fiducia con la vettura, piazzandola alle spalle delle McLaren in simulazione gara.
Mancano invece le conferme da parte di Lewis Hamilton che, sul veloce cittadino saudita, è nuovamente apparso in difficoltà sia sul giro che sul long run, quasi disperso in graduatoria sia alla fine della prima giornata di lavoro del weekend che nel corso delle FP3. Per lui, di fatto, sembra presentarsi un nuovo, difficile weekend di gara, in cui dovrà fare il massimo per limitare i danni senza però aver capito come trovare prestazione malgrado scenda in pista, in ogni sessione, spingendo al limite. Un quadro assai duro da accettare e superare per il sette volte campione del mondo, che gli sta causando non poca frustrazione, come appreso in modo chiaro dalla sua reazione via radio nel momento in cui il suo ingegnere di pista, Riccardo Adami, gli ha comunicato quanto perdesse, in termini di tempo, rispetto ai rivali nei diversi settori della pista.
Hamilton: "Quanto sono indietro nei settori?".
Adami: "0,7 nel primo settore, 0,4 nel
secondo settore, nulla nell'ultimo settore".
Hamilton: "Oh mio Dio...".
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