Ricordi da fuori pista, GP Miami 2022: quanto Hamilton si scagliò contro la FIA
29/04/2025 17:17:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Ci risiamo, è di nuovo race week. Nell'attesa di scoprire cosa accadrà nella quarta edizione del GP Miami, riviviamo cosa è accaduto nella prima edizione, ma senza ricordare le dinamiche in pista. Già, quello che faremo sarà riavvolgere il nastro e raccontare di una faccenda accaduta fuori dalla pista, che vede come "principali avversari", la FIA e Lewis Hamilton.

Capitolo I: come è scoppiato il caos

Maggio 2020: tutto nasce da un comunicato diramato dalla Federazione nella settimana della disputa del GP Miami. Quest'ultimo recita: "L’uso di gioielli sotto forma di piercing o catenine metalliche è vietato durante la competizione e può quindi essere controllato prima della partenza" - ma non solo, in mezzo c’è anche la regola sulla biancheria ignifuga - “Solo in caso di giustificate ragioni mediche, un intimo non approvato dalla FIA potrà essere indossato dai piloti, ma tra la pelle del pilota e l’intimo approvato. Altrimenti non è autorizzato l’utilizzo di biancheria sintetica e non ignifuga." Questo messaggio riprende testualmente quanto cita l’articolo 5, terzo capitolo, dell’Appendice L del Regolamento Sportivo.

Un articolo che è in vigore dal lontano 2005, e il motivo della sua presenza nel regolamento è legato a ragioni di sicurezza. Tuttavia, nel corso degli anni non è mai stato eseguito severamente, con la Federazione che ha sempre lasciato liberi i piloti ad esibire accessori di ogni tipo. L'obiettivo è quello di evitare conseguenze serie in caso d'incidenti: un esempio è quanto accaduto a Romain Grosjean in Bahrain nel 2020, quando fu autore di un impatto violentissimo in curva 3 che provocò non solo la rottura in due parti della vettura, ma l'innescarsi delle fiamme. Il francese uscì miracolosamente illeso, salvo alcune bruciature proprio sulle mani.

Capitolo II: la paura della FIA e il ruggito di Lewis

Quel pauroso incidente ha messo in luce come in questo Motorsport, nulla può essere dato per scontato. Nonostante i grandi progressi sulla sicurezza, la FIA cerca costantemente di aumentarla, e il divieto d'uso dei gioielli, è una normativa che fa parte della tematica. A quel tempo il direttore Niels Wittich – affiancato nel suo ruolo da Eduardo Freitas, fu irremovibile: "se qualcuno osa indossarli, le conseguenze oscilleranno tra una multa salata o peggio -una  penalità in griglia.

Ma i piloti non ci stanno, e dinanzi ad obblighi privi di un dialogo costruttivo, si ribellano. È da sempre così: FIA e piloti sembrano muoversi su binari paralleli, raramente convergenti.  Arriviamo così al 5 maggio 2022, il giorno della consueta conferenza stampa del giovedì. A presenziare troviamo Lewis Hamilton, che si ritrova già dai primi attimi, al centro dell'attenzione.

Capitolo III: la ribellione con l'aiuto di un amico fidato

Un bracciale, otto anelli, tre collane, tre orologi e diversi orecchini. Lewis Hamilton risponde così alla normativa imposta dalla FIA, facendo sentire anche la sua frustrazione nelle varie interviste effettuate: "I piloti dovrebbero essere quello che sono. Non ho nessuna intenzione di rimuoverli, sono cose personali. Poi ho alcuni orecchini completamente saldati, quindi dovrei tagliare le orecchie. E non lo farò”. Un pensiero appoggiato anche dal suo team principal Toto Wolff, che ha parlato di “un grande e sfortunato passo falso di Wittich”.

Ricordi da fuori pista, GP Miami 2022: quanto Hamilton si scagliò contro la FIA

A completare la polemica ci pensa anche Sebastian Vettel, il quale ha invece mosso le sue considerazioni sull'intimo da utilizzare. Il tedesco ha sfoggiato nella giornata di venerdì un insolito look, indossando delle mutande firmate sopra la tuta. Due grandi Campioni, contro un pezzo di carta.

Ricordi da fuori pista, GP Miami 2022: quanto Hamilton si scagliò contro la FIA

L'epilogo 

Volete sapere come si concluse questa storia? Per entrambi non ci fu alcuna penalità, e Hamilton ha ricevuto dalla Federazione una deroga per rimuovere alcuni piercing. Nel frattempo, l'inglese sin dal sabato di quel weekend si allegerì -  e non di poco - dei suoi accessori. Addio ad oggetti di lusso e benvenuti guanti, indumenti intimi lunghi, calzettoni e scarpe resistenti al fuoco. 

Gli accessori possono ritornare al loro posto nelle interviste pre e post gara. Ma in pista, effettueranno un piccolo riposino. Cala così il sipario su una delle controversie più accese della F1. La sicurezza d'altronde, viene prima di tutto

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