Andiamo alla scoperta di Mark Webber, ma questa volta non il pilota che ha gareggiato in Formula 1 dal 2002 al 2013 - e autore del celebre "Not bad for a number 2 driver" - bensì il manager che ormai da qualche anno affianca Oscar Piastri. L'ex Red Bull è a capo dell'entourage dell'attuale pilota della McLaren tramite la società JAM Sports Management, agenzia che cura anche gli interessi di Mitch Evans, attualmente impegnato in Formula E con il team Jaguar.
Si può tranquillamente affermare come finora Webber non abbia sbagliato neanche una mossa nel disegnare la carriera di Oscar, su tutte il piccolo "capolavoro" strategico con il quale è riuscito a liberare il classe 2001 dall'Alpine per poi farlo approdare alla corte di Andrea Stella e Zak Brown.
La vicenda è ormai nota, ma riassumiamola velocemente. Nel 2021 Piastri conquista il titolo di Formula 2 e la stagione successiva l'Alpine lo promuove a pilota di riserva, verosimilmente con la promessa di un sedile da titolare nel 2023. Nonostante ciò, il team francese decise di affiancarlo ad Esteban Ocon solamente dopo l'improvvisa decisione da parte di Fernando Alonso di trasferirsi in Aston Martin.
Per la squadra transalpina a quel punto era ormai troppo tardi, dal momento che Piastri e il suo entourage erano già entrati nell'orbita McLaren. Alle 20 del 2 agosto 2022 arrivò infatti un tweet dello stesso australiano nel quale smentiva categoricamente il suo ingaggio: "Mi risulta che, senza il mio consenso, Alpine abbia diffuso nel tardo pomeriggio un comunicato stampa nel quale si afferma che guiderò per loro il prossimo anno. Questo è sbagliato e non ho firmato un contratto con Alpine per il 2023. Non guiderò per Alpine il prossimo anno".
Quanto accaduto fu la causa principale del successivo licenziamento dell'allora Team Principal, Otmar Szafnauer, ma questa si è poi rivelata una scelta fondamentale per il nativo di Melbourne che - qualora non avesse ceduto al corteggiamento del team di Woking - oggi sarebbe relegato nelle ultime posizioni, alla guida di un'Alpine all'epoca dei fatti già in declino (allo stato attuale decima nei Costruttori) e ancora lontana dal ritorno tra i top team.

Tutta questa vicenda non ha fatto altro che certificare l'ottima mossa di Webber che ha dimostrato alla perfezione cosa significa essere un abile manager nello spietato mondo del motorsport: saper cogliere le occasioni anche davanti a scelte che rischiano di mettere in difficoltà qualcun altro.
Un altro aspetto di cui Piastri può giovare dalla collaborazione con il connazionale è sicuramente l'aiuto che quest'ultimo può fornirgli in termini di esperienza: Webber infatti costituisce una risorsa per il classe 2001 che può sfruttarne i consigli per migliorare e progredire nel suo continuo processo di crescita. Se oggi Oscar è leader del Mondiale è merito certamente del suo talento, ma anche della sua incredibile forza mentale che, oltre a essere un tratto distintivo del carattere, deriva anche dell'avere accanto qualcuno che dall'alto dei suoi 215 Gran Premi sia in grado di guidarlo in pista e fuori.
Di questo ne ha parlato recentemente lo stesso Webber che riguardo il suo assistito ha risposto così: "Il punto di forza di Oscar è la solidità. Lui ha delle aspettative alte e crede molto in sè stesso, è parecchio riservato e preferisce parlare in pista. Penso che qualcuno non abbia ancora notato la sua capacità di performare al meglio su tutti i tipi di circuiti, riducendo sempre al minimo gli errori. Non sono sorpreso dalla sua crescita; ora ha un po' più di esperienza, ma diventerà ancora più forte di così. Se è pronto per il titolo? La strada è lunga, è la prima volta che si trova in questa posizione in Formula 1. Max (Verstappen, ndr) è l'unico tra i pretendenti ad avere l'esperienza necessaria".

L'ex pilota della Red Bull porta, inoltre, il proprio vissuto in termini di battaglie tra compagni di squadra, avendo lui lottato contro Sebastian Vettel quando entrambi indossavano la tuta della squadra di Christian Horner. All'epoca Webber non riuscì ad affermarsi come leader del team, dovendosi accontentare del ruolo di numero due; in questo senso l'esperienza di Mark potrebbe aver aiutato Oscar a non essere relegato al medesimo ruolo che gli era - di fatto - stato assegnato indirettamente nella seconda metà della passata stagione, al fine di aiutare Lando Norris nella sua (quasi impossibile) rincorsa a Verstappen.
Foto interna pbs.twimg.com
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