Giovani promesse in pista: il bilancio dei rookie al giro di boa della stagione
Con il GP Gran Bretagna, la Formula 1 ha disputato la sua 12ª tappa. È giunto il momento di tirare le somme sull'andamento dei piloti, e lo faremo partendo dai Rookie, sottoposti sin da Melbourne a un'osservazione speciale

11/07/2025 10:37:00 Tempo di lettura: 6 minuti

Con il GP di Gran Bretagna, la Formula 1 ha disputato la sua 12ª tappa, giro di boa della stagione. È giunto il momento di tirare le somme sull’andamento dei piloti, e lo faremo iniziando dai Rookie, che sin da Melbourne sono stati sottoposti ad un’osservazione speciale.

Andrea Kimi Antonelli: è nata una nuova stella? 

Il bolognese ha dimostrato fin dal GP Australia di possedere una grande velocità e soprattutto una rapida maturità. Tra i rookie presenti in griglia, è l’unico a far parte di un top team. Una pressione non indifferente, che l’italiano è riuscito brillantemente a gestire (a punti in 6 gare su 12 disputate).

Giovani promesse in pista: il bilancio dei rookie al giro di boa della stagione

Se dando uno sguardo alla statistiche il confronto con George Russell è sempre negativo (con l’inglese che gli sta davanti sia per piazzamenti in gara che in qualifica), Antonelli è riuscito a stargli vicino in termini di passo in varie occasioni. Inoltre, il bolognese è promosso per i tanti sorpassi effettuati, alcuni con i piloti più forti presenti in griglia [es.la sfida con Verstappen nel GP Bahrain]. Per non parlare della super pole nella Sprint Qualifyng ottenuta a Miami. 

Tuttavia, i momenti difficili non sono mancati: nella tripletta d’appuntamenti del mese di maggio, Antonelli è stato autore di due ritiri e una gara fuori dalla zona punti (GP Monaco). Risultati deludenti e complicati da gestire, soprattutto per un ragazzo ancora alla ricerca di un equilibrio

Giovani promesse in pista: il bilancio dei rookie al giro di boa della stagione

Ma in Canada, gara successiva al triplete, il reset di Antonelli è stato formidabile, grazie al secondo posto conquistato. Primo podio in carriera e prima prova di forza superata per un pilota che, nonostante la giovane età,  sta già dimostrando grandi cose alla sua prima stagione in F1. Certo, gli errori sono ancora presenti, e lo dimostrano i due ritiri avvenuti nelle scorse gare, ma le basi per poter crescere, ci sono tutte. 

Gabriel Bortoleto: adattarsi richiede del tempo

Passiamo al campione di F2 in carica: il brasiliano ha debuttato al volante della Sauber, squadra che dalla prossima stagione diverrà Audi. Al suo fianco Nico Hulkenberg, uno dei piloti più esperti in griglia. Il talento di Bortoleto è indiscutibile, lo ha dimostrato nelle categorie propedeutiche, ma i risultati fino a oggi, non sono dei migliori. 

Certo, la Sauber è stata per gran parte dell'inizio della stagione una monoposto dal ritmo instabile, rendendo difficile la conquista dei punti. Ma adesso, con un evidente miglioramento delle performance della C45, Bortoleto deve fuoriuscire il suo talento. L'ottimo weekend in Austria ha messo in luce le sue potenzialità, ma servono costanza e maturità per farsi spazio tra i grandi: riuscirà nella seconda parte di stagione a rispettare le aspettative? L'incremento del ritmo fa ben sperare per le prossime tappe. 

Oliver Bearman: il talento sfortunato (e desolato) 

L'unico tra i rookie ad avere un vero assaggio della Formula 1. Dopo aver disputato ben tre gare nel 2024, Bearman era considerato il più preparato tra i debuttanti, eppure, questa prima parte di stagione alla guida della Haas non è stata all'altezza delle aspettative. Complice una monoposto dalle prestazioni altalenanti e penalità  spesso eccessivamente severe, l'inglese ha faticato a trovare continuità nei risultati. Con soli 6 punti conquistati, il divario interno col suo compagno di squadra, Esteban Ocon, è consistente (con ben 23 punti in tasca).

In mezzo alle mille difficoltà, il giovane britannico è riuscito a far emergere quella velocità che tanto lo caratterizza in alcuni weekend di gara [es GP Cina, o il recente GP Gran Bretagna con una super qualifica disputata]. Il talento c'è, è innegabile, ma serve azzerrare ogni tipo di errore per ottenere più rilievo nelle classifiche e, soprattutto, nel corso delle gare. 

Isack Hadjar: la rivelazione della stagione?

Infine, passiamo al giovane ribelle, Isack Hadjar. Dopo aver mostrato il suo bel caratterino nelle categorie minori, il timore che lo mostrasse una volta salito di categoria è stato elevato. Invece, tutto è cambiato. Oltre al primo errore avvenuto al giro di formazione di Melbourne, che lo costrinse al ritiro, Hadjar ha mostrato brillantemente il suo talento e la sua costanza. 

Con 21 punti in totale, si trova in undicesima posizione nella classifica piloti, permettendo alla RacingBulls di trovarsi in settima posizione nei costruttori (36), in lotta con la Sauber per la sesta. Non ci vogliono grandi calcoli per comprendere il grande operato svolto dal francese, che in sole dodici gare, è riuscito a integrarsi perfettamente nel team di Faenza. 

Rookie bilancio

Dopo un glorioso triplete (Imola, Monaco, Spagna) dove è riuscito a conquistare dei punti, le ultime tre gare non sono state così rosee, con due piazzamenti fuori dalla top 10 e un ritiro. Un momento delicato per il francese, che spera nelle prossime due tappe di potersi riscattare, e potersi godere la pausa estiva senza troppi pensieri. Fra i rookie presenti in griglia, Hadjar è stato la vera rivelazione: la sua seconda parte di stagione sarà altrettanto brillante? 

Che finale sarà?

La prima metà di stagione per i rookie di Formula 1 ha messo in luce profili, prospettive e percorsi molti diversi tra loro. La seconda parte sarà decisiva per capire chi riuscirà a confermarsi e chi invece dovrà reinventarsi. Ma una cosa è certa: la nuova generazione è affamata, talentuosa e pronta scrivere nuove pagine di storia. 

 

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