Ben Sulayem contro l’ibrido: «Così non si può andare avanti»
19/07/2025 18:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Ci avviciniamo alle elezioni della presidenza della Federazione Internazionale dell'Automobile, e sono sempre più frequenti le dichiarazioni eclatanti con cui i (due) candidati cercano di fare eco alle richieste del grande pubblico, anche a costo di invocare rivoluzioni che potrebbero cancellare un decennio di ricerca e sviluppo.

L'attuale presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha rilanciato con forza l’idea di una rivoluzione tecnica per la Formula 1, dichiarando che l’attuale generazione di motori turbo-ibridi non è sostenibile nel lungo termine. Dichiarazioni in totale controtendenza con l’arrivo nel 2026 di una nuova generazione di power unit più semplici ma con maggiore potenza elettrica e carburanti sostenibili. Ma Ben Sulayem ritiene che serva un cambio di rotta più radicale.

“È un motore così complicato con l'MGU-H. Ha fatto il suo tempo. Tra tre anni spero che sarà obsoleto”.

Si era parlato tanto di un ritorno ai V10, ipotesi poi scattata, ed ora Ben Sulayem propone l’adozione di motori V8 semplificati a partire dal 2029 o 2030, accompagnati da una forte standardizzazione dei componenti: cambio, sistema ibrido e carburante. Insomma ancora meno spazio a innovazione e creatività, quasi un campionato monomarca che ovviamente i team non vedono di buon occhio.

“Un unico fornitore per il cambio, per il carburante e per l’ibrido elettrico. Devono accettarlo, perché è buon senso”.

Secondo la FIA, questa configurazione potrebbe ridurre il peso delle vetture di 80 kg e abbattere i costi delle power unit fino al 75%, passando dagli attuali 2 milioni di dollari a meno di 500.000. La proposta, però, si scontra con gli interessi commerciali di molte scuderie. Team come Ferrari (Shell) e Mercedes (Petronas), oltre ad avere tutto l'interesse nell'utilizzare la F1 come vetrina e banco di prova per soluzioni che poi implementano nelle auto stradali, hanno accordi multimilionari con fornitori di carburante e lubrificanti, e difficilmente rinuncerebbero a queste partnership. Ma il tema dei costi elevati sembra essere prioritario:

“Immaginate motori che costano un quarto di quelli attuali e sono anche un quarto meno complessi. Questo è il nostro obiettivo”.

Rinnegare l'elettrico

La FIA punta anche a modificare la distribuzione tra motore termico ed elettrico: dal 50/50 previsto nel 2026 si passerebbe a un 90/10 nel lungo termine. Questo permetterebbe di ridurre la dimensione delle batterie e semplificare il sistema di recupero dell’energia. Altro paso indietro rispetto a un sistema ad altissima efficienza e attenzione si consumi.

Ben Sulayem sa che per cambiare le regole prima del 2030 serve il consenso della maggioranza dei costruttori. Ma è pronto a giocarsi la carta della imposizione regolamentare al termine del ciclo attuale, se le trattative non dovessero andare a buon fine.

“Se non otterrò il sostegno, almeno ci avrò provato. La FIA non perderà mai. Si tratta di fare la cosa giusta”.

Proposte strategiche in vista della sua rielezione e che hanno acceso il dibattito su cosa debba essere la Formula 1 del futuro, tra massima espressione tecnologica o serie che guarda solo a mantenere la sua sostenibilità.


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