Serviva una reazione, e reazione c'è stata. Vedendo i risultati delle ultime quattro gare, la Ferrari sembrava essere finita in una spirale negativa, con un bottino di punti che, dal rientro dalle vacanze, era stato tutt'altro che all'altezza delle aspettative e degno, di fatto, di una squadra di centro gruppo.
Una regressione resa, nel complesso, ancor peggiore dalla crescita dei rivali, a cui la Rossa pareva incapace di reagire, sopraffatta dai problemi della SF-25. Il team era chiamato ad un cambio di rotta per uscire da un momento che lo vedeva relegato nel ruolo di terza o quarta forza in campo, con il terzo posto in classifica costruttori a rischio.
La necessaria reazione, però, almeno nella prima parte del weekend di Austin, non sembrava possibile, visto che la Scuderia era crollata addirittura nel ruolo di sesta forza in campo nella Sprint, ben lontana dai rivali a causa di un'auto lenta e difficile da guidare.
Anche nella garetta il trend si era confermato, a causa di una SF-25 mai stata in grado di incidere, ma nettamente migliorata come sensazioni trasmesse ai piloti. Sensazioni che, di fatto, sono state confermate dopo la Q3 americana, dove il Cavallino ha mostrato finalmente la tanto auspicata reazione alle difficoltà, schierando un'auto veloce e ben bilanciata, che ha permesso ai piloti di piazzarsi al terzo e quinto posto: uno score con cui è stato possibile impostare una gara da podio, sfruttando la posizione di partenza, una bella esecuzione, una tattica aggressiva (specie con Leclerc) e il buon potenziale della SF-25.
Gara che, dati tutti questi ingredienti, è stata chiusa al terzo posto da Leclerc, al sesto podio stagionale con una prestazione tutta cuore e gestione, e al quarto da Lewis Hamilton, autore di uno dei migliori weekend dell'anno, sempre a livello del compagno di squadra, sempre nelle prime posizioni e del tutto esente da errori.
Una gara solida, come detto, che ha permesso al sette volte campione del mondo di migliorare il suo feeling con la vettura, la sua crescita nel corso di questa stagione e consolidare l'adattamento alla nuova realtà ferrarista. Non solo, perché con il quarto posto negli States, Sir Lewis ha conquistato dei punti importanti sia per la classifica (è al sesto posto nella graduatoria piloti, appena alle spalle del compagno di squadra Leclerc), sia per conquistare un nuovo e incredibile record nella sua straordinaria carriera costellata di primati.
Con i dodici punti del suo quarto posto ad Austin, il britannico è infatti diventato il primo pilota nella storia della F1 a conquistare più di 5000 punti in carriera (ne ha accumulati 5004,5), issandosi sempre più al comando di questa particolare classifica, in cui è seguito da Max Verstappen, secondo con 3329,5 punti, e Sebastian Vettel con 3098 punti.
Ovviamente i confronti con i piloti del passato, quando i punti assegnati per una vittoria erano 10 e non 25, perdono di significato, ma il dato è utile per valutare tutti i piloti che hanno corso dal 2010 in poi.
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