A Las Vegas, Lewis Hamilton ha concluso l'ennesimo weekend deludente di questa stagione: in qualifica non è andato oltre l'ultima casella, pur avendo fatto segnare un giro cronometrato, e in gara ha conquistato l'ottavo posto solo grazie a una bagarre in curva 1 e alla doppia squalifica della McLaren. Un anno da sogno si è trasformato presto in un incubo, "il periodo più difficile della mia carriera" lo ha proprio definito il britannico.
Questi ostacoli, però, non si possono più spiegare con l'adattamento al nuovo metodo di lavoro, al nuovo motore e alla nuova cultura. Hamilton e la Ferrari non riescono ad entrare in sintonia, i pezzi non si uniscono per formare un puzzle vincente, e il motivo sarebbe da ricercarsi fuori dalla pista.
Secondo quanto riportato da Giorgio Terruzzi nel suo podcast, a Maranello qualcuno non avrebbe ben digerito l'atteggiamento da "star" di Hamilton, arrivato con il suo entourage e le sue richeste, senza adattarsi bene alle offerte della squadra. Allo stesso tempo, anche il campione inglese avrebbe ricevuto uno smacco: lui voleva un modello di auto a lui dedicato, la F44, progettata sulla base dell'iconica F40. Tuttavia, la Ferrari avrebbe bocciato il progetto, che probabilmente era stato anche promesso in fase contrattuale. Due "sgambetti" che pesano come macigni, sui quali nessuno vuole fare un passo indietro.
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