La Formula 1 ha spento i motori per quest’anno dopo il Gran Premio di ieri, ma il paddock non ha avuto nemmeno il tempo di respirare: questa mattina è infatti esplosa una vera e propria bomba. Secondo quanto riportato da Sky Sports News, Helmut Marko, storico consulente motoristico della Red Bull, lascerà l’azienda alla fine dell’anno.
L’austriaco, figura chiave del team sin dal suo ingresso in F1 nel 2005, è stato un pilastro anche per la seconda squadra, oggi Racing Bulls, nata come Toro Rosso nel 2006. A 82 anni, Marko è considerato uno degli architetti dell’era Red Bull in Formula 1, sia per i risultati ottenuti in pista, sia per il ruolo nel programma junior, famoso per la severità delle sue decisioni e per aver lanciato numerosi giovani talenti.
Il suo legame con Max Verstappen è sempre stato profondissimo. Nel 2024, quando il futuro dell’olandese sembrava incerto a causa delle accuse rivolte a Christian Horner, poi respinte, Marko è stato una figura decisiva nel mantenere stabile l’ambiente attorno al tre volte campione del mondo. Non a caso, Verstappen lo ha spesso definito un “secondo padre”.
Dietro a questa uscita di scena sembrerebbe esserci la volontà del CEO Red Bull Oliver Mintzlaff di avviare un nuovo ciclo in vista del regolamento 2026. L’addio di Marko, che segue quello di Christian Horner avvenuto in estate, rappresenterebbe quindi un ulteriore tassello nel processo di rinnovamento voluto ai vertici dell’azienda.
Stando infatti alle ultime indiscrezioni, negli ultimi mesi la Red Bull è stata ai ferri corti col l'austriaco che in estate ha ingaggiato Arvid Lindblad in Racing Bulls senza dire niente a nessuno e, anche se ha avuto il parere negativo da parte di tutti, ha anche messo sotto contratto l'ex junior McLaren Alexander Dunne.
L'irlandese non è però stato annunciato perché i vertici della scuderia di Milton Kynes hanno intimato a Marko di rescindere immediatamente il contratto con il giovane pilota di Formula 2, costringendo anche il team a dovergli risarcire una somma principesca. Stando alle indiscrezioni si parlerebbe addirittura di alcune centinaia di migliaia di euro.
La goccia che ha fatto però traboccare il vaso è stato l'episodio avvenuto dopo il GP del Qatar con le accuse infondate dirette a Kimi Antonelli dopo che a causa di un errore era stato sopravanzato dal Lando Norris, consentendo all'inglese di conquistare i due punti che poi proprio ieri gli hanno permesso di vincere il suo primo titolo iridato di Formula 1.
Intervenuto al termine dell’ultimo GP, il team principal della Red Bull F1 Laurent Mekies ha dichiarato: “Helmut è stato incredibile nel sostenerci e nell’aiutarci a cambiare le cose quest’anno. In Formula 1 niente è statico: è normale rivedere continuamente la propria organizzazione, tanto dal punto di vista tecnico quanto sportivo. Non mi riferisco a una persona in particolare, ma è un ambiente in cui tutti ci sfidiamo ogni giorno. Posso solo ringraziarlo per il ruolo determinante che ha avuto nel momento più complicato della nostra stagione”.
Verstappen, da parte sua, non ha mai nascosto la gratitudine nei confronti di Marko, l’uomo che nel 2013, quando Max aveva appena 15 anni e un solo anno di Formula 3 alle spalle, decise di ingaggiarlo, scommettendo su un talento che sarebbe poi diventato uno dei più dominanti della storia recente.
Il futuro del campione olandese, legato a Red Bull fino al 2028, rimane comunque un tema caldo. Le tensioni interne degli ultimi anni, unite alle prestazioni altalenanti della vettura, potrebbero influenzare la sua decisione in vista del 2026, quando entreranno in vigore i nuovi regolamenti. Per ora, ciò che è certo è che il mondo Red Bull sta cambiando profondamente, e l’addio di Helmut Marko segna la fine di un’era.
Leggi anche: Norris userà il N.1 nel 2026: «Non è per me, ma per il team». Verstappen indeciso
Leggi anche: Formula 1, presentazioni monoposto: il calendario ufficiale 2026