Dentro la crisi di Hamilton: un campione da ritrovare a tutti i costi
14/12/2025 08:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Che il passaggio da Brackley a Maranello dopo più di 10 anni di Mercedes non sarebbe stato semplice lo si era messo in preventivo, ma una stagione così negativa di Lewis Hamilton era decisamente lontana dall'immaginario collettivo. A certificare l'annata insufficiente ci sono anche i numeri: zero podi (mai successo in carriera) contro i 7 conquistati da Charles Leclerc e un gap complessivamente troppo ampio dal moengasco.

Nessun lampo - format Sprint in Cina a parte - e un'involuzione preoccupante soprattutto nella seconda parte dell'anno, nonostante un rientro dalla sosta estiva con quello che era sembrato un piglio differente, culminato poi con il terzo posto nella qualifica di Città del Messico. Un risultato che col passare delle settimane si è invece rivelato non solo un caso isolato, ma anche l'inizio di una vera e propria cadura libera che nel finale di stagione ha portato il nativo di Stevenage a subire quattro eliminazioni consecutive in Q1 tra Las Vegas e Abu Dhabi (compresa la Sprint Qualifying in Qatar).

Anche la differenza di approccio - giusto o sbagliato che sia - dei vertici Mercedes prima e di quelli Ferrari poi non ha mai sortito cambi di rotta nemmeno dal punto di vista mentale. Che sia il "scusa Lewis, la macchina fa c...e" di Toto Wolff a Baku nel 2022 o il "pensare a guidare e parlare meno" di Elkann, ciò non ci distoglie dal notare che un Hamilton così chiuso in sé stesso e incapace di reagire non lo si era mai visto.

Dentro la crisi di Hamilton: un campione da ritrovare a tutti i costi

Lewis e l'effetto suolo: un feeling mai sbocciato

Se non fossimo alla vigilia di un cambio regolamentare, Hamilton molto probabilmente non escluderebbe a priori l'opzione ritiro. Ciò rende l'idea di quanto il 2026 rappresenti davvero uno snodo cruciale per tutti, nel quale le prime 4/5 gare risulteranno fondamentali per definire ambizioni di piloti e team.

Nel complesso possiamo tranquillamente affermare come Lewis non abbia mai davvero trovato feeling con le vetture a effetto suolo, come - di fatto - ha ammesso proprio lui stesso nel post-gara in Qatar: "Sono pronto per la nuova generazione di monoposto. Questa è stata la peggiore che io ricordi nella mia carriera. Tra porpoising, rigidità e tutto il resto non è stato un periodo piacevole".

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