Red Bull sotto shock: la verità di Mintzlaff su Horner e Verstappen
23/12/2025 08:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

In una delle sue interviste più dirette degli ultimi anni, Oliver Mintzlaff, amministratore delegato della Red Bull, rompe il silenzio sul clamoroso licenziamento di Christian Horner e sulle insistenti voci riguardo a un possibile addio di Max Verstappen. In un momento di forte turbolenza interna, il dirigente offre una lettura inedita delle dinamiche che hanno scosso il team campione del mondo.

“Era il momento di voltare pagina”: Mintzlaff spiega l’addio a Horner

Red Bull sotto shock: la verità di Mintzlaff su Horner e Verstappen

Il licenziamento di Christian Horner, avvenuto nel pieno dello scandalo che ha segnato la stagione 2024, ha alimentato più interrogativi che risposte. Helmut Marko, anche lui ormai fuori dal team, ha accusato l’ex team principal di aver tentato di accentrare il controllo della squadra dopo la morte di Dietrich Mateschitz e di aver compromesso la corsa al quinto titolo consecutivo di Max Verstappen.

Mintzlaff, però, respinge l’idea di una decisione avventata:

“Non lo definirei un rischio, perché eravamo al 100% d'accordo con questa misura. Sapevamo che dovevamo fare qualcosa.”

E aggiunge:

“Non sono un cosiddetto manager che assume e licenzia… Christian ha un ottimo curriculum con la squadra e ha ottenuto molti successi. Tutti qui lo apprezzano per quello che ha fatto. Ma non si può continuare a fare affidamento sul passato.”

Il dirigente sottolinea come la scelta sia stata ponderata e inevitabile:

“Abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo. Non è stata una decisione facile, ma non l'abbiamo presa affrettatamente.”

Sulle accuse di Marko, Mintzlaff prende le distanze:

“Quelle parole su Christian sono responsabilità di Helmut. Non posso dire nulla di negativo su Christian… ha significato molto per la Red Bull.”

Verstappen e le presunte “fazioni interne”: Mintzlaff smentisce

Negli ultimi mesi, alcune ricostruzioni mediatiche hanno suggerito l’esistenza di gruppi di potere all’interno del team, in particolare uno legato alla famiglia Verstappen. Mintzlaff liquida la questione senza esitazioni:

“È una sciocchezza! Posso dirvi che tutti gli accordi sono chiari e che lui non mi ha mai fatto una sola richiesta. Lo stesso vale per il suo manager e suo padre.”

Il CEO elogia apertamente il quattro volte campione del mondo:

“Max sa bene cosa vuole ed è il miglior pilota al mondo. Max è un ragazzo fantastico, non una diva.”

E guarda al futuro con ottimismo:

“Sono sicuro che resterà con noi per sempre. Se mai dovesse ritirarsi come pilota… spero che rimanga con noi in un altro ruolo. La sua conoscenza e la sua sensibilità per le auto sono davvero speciali.”

Le parole di Mintzlaff offrono uno spaccato raro sulle tensioni e sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro della Red Bull.

Tra l’addio a due figure storiche come Horner e Marko e la centralità sempre più evidente di Verstappen, il team si trova in una fase di profonda riorganizzazione. Il dirigente, però, rivendica la scelta del cambiamento come un atto necessario per garantire continuità e competitività.

E mentre le voci continuano a circolare, la Red Bull prova a ricompattarsi attorno al suo pilota di punta, puntando a un nuovo ciclo vincente.

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