Il 2026 segnerà per la Formula 1 il più profondo cambiamento regolamentare degli ultimi dieci anni. Dopo l’introduzione delle vetture ad effetto suolo, il Circus si prepara ad accogliere monoposto dotate di aerodinamica attiva, ma la rivoluzione più significativa riguarderà le power unit, che saranno completamente diverse da quelle attuali. Non sorprende quindi che i team stiano lavorando intensamente proprio sullo sviluppo dei nuovi propulsori e, a poche settimane dai primi test pre-stagionali, inizino già a circolare le prime indiscrezioni.
In questo contesto si inseriscono le parole di Raymond Vermeulen, manager di Max Verstappen, che ha parlato di "voci positive" riguardo al motore Red Bull in vista del 2026. Per la scuderia di Milton Keynes si tratta di una sfida senza precedenti: con l’avvio del nuovo ciclo regolamentare, Red Bull diventerà infatti motorista a tutti gli effetti, affrontando per la prima volta questa responsabilità in Formula 1.
Il progetto nasce all’interno di Red Bull Powertrains (RBPT), con Ford nel ruolo di partner tecnico. Tuttavia, dopo l’uscita di scena della Honda, che dal 2026 collaborerà con Aston Martin, il team anglo-austriaco si ritrova sostanzialmente a sviluppare il proprio motore in autonomia, una situazione inedita per Red Bull negli ultimi vent’anni di presenza nel Mondiale.
Fornendo le power unit anche alla scuderia gemella Racing Bulls, cresce inevitabilmente la curiosità su come il sei volte campione del mondo costruttori riuscirà a confrontarsi con motoristi più esperti e consolidati come Mercedes e Ferrari.
La pressione è ulteriormente aumentata dalle recenti speculazioni sul futuro di Verstappen, che potrebbe valutare nuove opportunità qualora Red Bull dovesse faticare all’inizio della nuova era tecnica. Negli ultimi giorni, inoltre, si è parlato di una presunta scappatoia regolamentare individuata da Mercedes e dalla squadra guidata da Laurent Mekies, capace di offrire un vantaggio competitivo sul fronte delle power unit.
Nonostante ciò, Vermeulen invita alla cautela. Intervistato da RacingNews365, ha sottolineato come, in questa fase, sia impossibile stabilire dei reali valori di riferimento: "Qual è il punto di riferimento per il prossimo anno? Nessuno lo sa. Sarà tutto più chiaro nelle prime gare. Sentiamo voci positive sul motore, ma cosa significa davvero ‘positivo’? Senza un riferimento è difficile dirlo. Dovremo aspettare e vedere".
Secondo il manager del quattro volte campione del mondo, la vera chiave della nuova Formula 1 sarà la capacità di reagire rapidamente: "Il punto di svolta sarà capire quale squadra riuscirà a ribaltare la situazione più velocemente, se non dovesse partire al vertice. Significa riorganizzare il lavoro in fabbrica, introdurre nuovi componenti e rendere la vettura più competitiva. È una sfida che riguarda tutti, e questo è l’aspetto positivo".
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