Strategie psicologiche e «biscotti avvelenati»: la F1 secondo Zak Brown
07/01/2026 14:30:00 Tempo di lettura: 2 minuti

In molti penseranno che il metodo perfetto per vincere un mondiale sia una combinazione di buona vettura, ottime prestazioni e strategie brillanti. Il CEO McLaren, scuderia che ha vinto il campionato costruttori 2025 con ben sei gare di anticipo, la pensa in modo diverso. 

Le parole di Brown

“Voglio dire, si combatte duramente, e penso che una delle cose che Drive to Survive mostra così bene sia che nel nostro sport la competizione fuori dalla pista è intensa quanto quella in pista, ed è molto politica, ha affermato Zak Brown a TalkSPORT. 

“Non sono esperto degli altri sport, ma nel nostro cerchiamo di destabilizzare le altre squadre. Quindi non ci limitiamo a rendere la nostra squadra il più forte possibile”. 

Il gioco, quindi, non consiste solo nell’essere i più veloci, ma anche nel mettere pressione ai rivali. “Andrea, il nostro team principal, li chiama ‘biscotti avvelenati’”, ha aggiunto. 

Lo vedi anche con i piloti, giusto? Si lanciano frecciatine, e mettono su un gioco mentale per tentare di entrare nella testa degli avversari. Lo facciamo a tutti i livelli.

La Formula 1 è uno sport che richiede una mentalità molto forte, come confermato dai piloti stessi. Durante questa stagione, per esempio, basta dare uno sguardo alle storie di Liam Lawson, Yuki Tsunoda e Jack Doohan, o alle recenti dichiarazioni di Sergio Perez riguardo alla Red Bull. 

Insomma, ovviamente vettura e prestazioni sono fondamentali, ma anche la pressione psicologica gioca un ruolo decisivo nel determinare vincitori e perdenti.

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