In molti penseranno che il metodo perfetto per vincere un mondiale sia una combinazione di buona vettura, ottime prestazioni e strategie brillanti. Il CEO McLaren, scuderia che ha vinto il campionato costruttori 2025 con ben sei gare di anticipo, la pensa in modo diverso.
“Voglio dire, si combatte duramente, e penso che una delle cose che Drive to Survive mostra così bene sia che nel nostro sport la competizione fuori dalla pista è intensa quanto quella in pista, ed è molto politica”, ha affermato Zak Brown a TalkSPORT.
“Non sono esperto degli altri sport, ma nel nostro cerchiamo di destabilizzare le altre squadre. Quindi non ci limitiamo a rendere la nostra squadra il più forte possibile”.
Il gioco, quindi, non consiste solo nell’essere i più veloci, ma anche nel mettere pressione ai rivali. “Andrea, il nostro team principal, li chiama ‘biscotti avvelenati’”, ha aggiunto.
“Lo vedi anche con i piloti, giusto? Si lanciano frecciatine, e mettono su un gioco mentale per tentare di entrare nella testa degli avversari. Lo facciamo a tutti i livelli.”
La Formula 1 è uno sport che richiede una mentalità molto forte, come confermato dai piloti stessi. Durante questa stagione, per esempio, basta dare uno sguardo alle storie di Liam Lawson, Yuki Tsunoda e Jack Doohan, o alle recenti dichiarazioni di Sergio Perez riguardo alla Red Bull.
Insomma, ovviamente vettura e prestazioni sono fondamentali, ma anche la pressione psicologica gioca un ruolo decisivo nel determinare vincitori e perdenti.
Leggi anche: Hamilton - Sauber: il retroscena mai raccontato
Leggi anche: Dall'Olanda arriva il futuro di Lambiase: ecco dove sarà nel 2026
Leggi anche: Tornano i rifornimenti in gara in F1? Servono «molte nuove variabili»