La Formula 1 è pronta ad accendere i riflettori sul Mondiale 2026. Sarà un gennaio fitto in ottica di un cambio di regolamento tanto impegnativo quanto atteso: dai motori al telaio, passando per l'aerodinamica e il carburante, da marzo vedremo in pista delle vetture completamente riprogettate. C'è tanto fermento ovunque, anche perché ogni ciclo tecnico apre le porte all'ignoto, e nessuno sa chi sarà il team più competitivo.
Per i Tifosi, la speranza è solo che la Ferrari riesca a riprendersi da uno degli anni peggiori della sua storia, magro di podi e completamente scarno di vittorie. Stando a quanto detto dallo stesso Vasseur, è da aprile 2025 che gli ingegneri si stanno focalizzando sul progetto di quest'anno. Un modo per caricare ancora di più le aspettative su una squadra che non vede un Mondiale dal 2008 e, come sottolineato da Carlo Vanzini, ora è fondata sulla sabbia. "Mentre la Mercedes e la Red Bull si battagliavano per il Titolo, la Ferrari ha avuto due anni di tempo per costruire una macchina che doveva essere dominante nel ciclo a effetto suolo. Ci è riuscita solo nella prima parte del 2022, dando a Leclerc una vettura che lui guidava da campione", ha detto il giornalista in un video sul suo canale Youtube.
"Non c'è riuscita per colpa del gruppo di lavoro, per la filosofia delle pance larghe che ha difeso strenuamente. Poi c'è stata la TD39, quella del fondo, ma non deve essere una scusante. La Ferrari in due anni praticamente non ha partecipato ai Mondiali di Formula 1, ed è clamoroso che non siano saltate teste. È lì che sono state create le ceneri: nel momento in cui tu, con due anni di vantaggio, non riesci a fare una macchina dominante, vuol dire che c'è qualcosa che non funziona", ha chiuso poi Vanzini.
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