Oscar Piastri è uscito dal 2025 colpito nell'orgoglio, ma a testa alta. A soli 24 anni è stato leader del Mondiale per mesi e mesi, e sembrava anche il favorito per la vittoria fino a che l'esperienza e la tenacia mentale dei rivali hanno avuto la meglio. L'australiano si è dovuto accontentare del terzo posto nella classifica finale, ma a livello umano ricorderà un anno ricco di emozioni.
"Mi sento molto cresciuto come persona, sono più maturo, più responsabile. Sono anche orgoglioso per quanto accaduto, perché non potevo neanche immaginare i successi che ho collezionato nel corso del 2025. Anche se la mia carriera dovesse finire domani, per le vittorie che ho avuto, i podi e le opportunità, è un numero speciale da avere solo in 3 stagioni. Se guardi tutto nell'insieme non è male", ha detto a un'emittente televisivo del suo Paese.
Una stagione segnata non solo dai successi di una MCL39 spettacolare, ma anche dalle tanto discusse papaya rules, le quali, specialmente per i media australiani, sono state costante fonte di discussione. Piastri, però, ha spento le lamentele sul nascere: "Dietro le quinte è un affare più piccolo di quello che fanno trasparire i media. Abbiamo i nostri modi di gareggiare e continuano a cambiare, perciò analizziamo lo scenario in continuazione. Lo abbiamo già fatto alla fine dello scorso anno, per capire se continuare così o se modificare qualcosa, e lo sistemeremo ancora prima dell'inizio della stagione per renderci la vita più facile. Dal mio lato le intenzioni sono sempre state buone. Ho gareggiato secondo i miei valori, e non cambierei nulla. Porterò le lezioni del 2025 in questa stagione".
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